Sanità oristanese al centro della scuola politica dei Riformatori Sardi
La sanità oristanese protagonista del settimo incontro della Scuola di formazione politica promossa dai Riformatori sardi, che a Oristano ha riunito alcuni tra i principali protagonisti del sistema sanitario isolano per un confronto sui problemi del settore e sulle possibili soluzioni.
Ad aprire i lavori è stato il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Aldo Salaris, che ha poi lasciato spazio alla tavola rotonda coordinata da Franco Meloni, manager della sanità sarda. Al dibattito hanno partecipato Grazia Cattina, direttrice generale della Asl di Oristano, Mario Alberto Floris della Casa di Cura Madonna del Rimedio, Angelo Maria Serusi, direttore generale di Areus, e Antonio Sulis, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Oristano. A concludere l’incontro è stata Annalisa Mele.
Nel corso del suo intervento, Salaris ha fatto il punto sulla situazione della sanità in Sardegna, sottolineando il ruolo della scuola politica dei Riformatori sul tema sanitario. “Abbiamo scritto un manifesto inviato al ministro della Sanità Orazio Schillaci – ha spiegato –. Da quest’anno abbiamo deciso di rendere la scuola itinerante per essere ancora più vicini ai territori. Il tema della sanità per noi è prioritario: non vogliamo individuare colpevoli, ma costruire proposte insieme a chi ogni giorno opera per i pazienti”.

Sulla stessa linea anche Umberto Ticca, consigliere regionale e promotore della scuola politica dei Riformatori, che ha evidenziato la volontà di lavorare direttamente nei territori affrontando un unico tema centrale: “Non si tratta di semplici convegni, ma di un lavoro concreto costruito insieme a chi vive il sistema sanitario quotidianamente, con l’obiettivo di arrivare a proposte utili per migliorare la sanità sarda”.
Nel dibattito si è parlato anche della trasformazione in atto nel sistema sanitario nazionale. Franco Meloni ha sottolineato il passaggio “da una medicina passiva a una medicina proattiva”, capace di seguire il paziente nel tempo, prevenendo le acuzie e monitorando le cronicità. Un cambiamento che, secondo Meloni, dovrà essere accompagnato da una nuova organizzazione territoriale, dalle Case della salute agli ospedali di comunità, ma anche da un cambiamento culturale che coinvolga medici e infermieri.
Per Angelo Maria Serusi, direttore generale di Areus, l’iniziativa ha rappresentato “un’importante occasione di confronto” sui temi più delicati della sanità sarda. Serusi ha richiamato l’attenzione sulla carenza di medici di medicina territoriale, sulle difficoltà del sistema ospedaliero e sulla rete dell’emergenza-urgenza extra ospedaliera, evidenziando la necessità di individuare proposte e soluzioni concrete nel breve e medio periodo.
A chiudere il quadro sono stati i rappresentanti territoriali del partito, il coordinatore provinciale Claudio Pinna e il commissario cittadino Andrea Santucciu, che hanno ribadito l’importanza di iniziative di confronto capaci di produrre soluzioni pratiche per il sistema sanitario sardo e di riportare la politica al suo ruolo centrale al servizio dei cittadini.

