Bosa, scontro su compagnia barracellare. Minoranza chiama in causa Prefetto e Procura
Si accende il caso della compagnia barracellare di Bosa. I consiglieri comunali di minoranza Alessandro Campus e Giovanni Angelo Masala hanno diffuso un duro comunicato nel quale esprimono “grande preoccupazione” per la situazione creatasi attorno alla nomina del comandante della compagnia, accusando l’amministrazione comunale di aver generato un “ennesimo pasticcio amministrativo”.
Al centro della vicenda c’è la votazione avvenuta in Consiglio comunale il 24 marzo scorso, quando, spiegano i due consiglieri, Salvatore Porcu era stato designato comandante della compagnia barracellare con 9 voti contro i 6 ottenuti da Giovanni Baragone. Secondo Campus e Masala, nonostante la regolare elezione da parte dell’aula, la delibera non sarebbe stata ancora attuata dall’amministrazione.
Nel comunicato si parla inoltre di una successiva comunicazione del sindaco con cui sarebbe stata disposta la sospensione della nomina di Porcu, affidando temporaneamente le funzioni di comandante a Giovanni Baragone in qualità di componente più anziano della compagnia, in attesa di verifiche da parte dell’assessore delegato.
I due esponenti della minoranza definiscono “anomalo” il provvedimento e sostengono di aver chiesto chiarimenti al Sindaco e al segretario comunale attraverso due comunicazioni Pec inviate nell’aprile scorso, senza però ottenere risposte ufficiali. Da qui la decisione di segnalare la situazione al Prefetto di Nuoro e alla Procura della Repubblica di Oristano.
Secondo Campus e Masala, si sarebbe così creata una situazione “paradossale”: da una parte il comandante eletto dal Consiglio comunale sarebbe stato sospeso senza un formale provvedimento dell’autorità competente, dall’altra il candidato non eletto starebbe guidando la compagnia barracellare, con possibili ripercussioni anche sul piano delle responsabilità operative.
Nel documento i consiglieri puntano inoltre il dito contro quella che definiscono un’eccessiva ingerenza della politica nella vita delle associazioni e del volontariato. “L’attività delle associazioni deve essere libera e indipendente dalle scelte altrui, soprattutto politiche” – scrivono, sostenendo che diversamente “si snatura la loro natura legata al volontariato”.

