Oristano, braccio di ferro sulla Fondazione. Il Psd’Az alza la voce e la maggioranza trema
Venti di crisi soffiano sulla maggioranza che governa Oristano. L’estate lascia in eredità un centrodestra sempre più diviso in due, con il Psd’Az da una parte e Forza Italia dall’altra, mentre Udc e 20Venti si muovono ormai verso la costruzione di un’area centrista autonoma.
Al centro dello scontro c’è la Fondazione Oristano, ma la posta in gioco è decisamente più alta. Il Psd’Az ha trasformato la sua richiesta in un vero e proprio ultimatum: attende il deposito del bilancio della Fondazione e, subito dopo, si aspetta dal Sindaco Massimiliano Sanna il rispetto dei patti politici.
Forza Italia, però, non sembra intenzionata a lasciare l’ente. Il braccio di ferro è aperto e rischia di diventare il detonatore di una crisi molto più ampia. Il Psd’Az sta aspettando il momento previsto dallo statuto per riaprire ufficialmente la partita. Il consiglio di amministrazione della Fondazione, infatti, rimane in carica fino al deposito del bilancio. Una volta completato questo passaggio, e dovrebbe essere questione di giorni, i sardisti si aspettano che venga dato seguito agli accordi politici e che la guida dell’ente passi nella loro disponibilità.
È proprio questo il punto sul quale si registra la maggiore distanza. Forza Italia non sembra voler rinunciare alla posizione conquistata e il confronto rischia di trasformarsi in un autentico braccio di ferro interno alla coalizione. Una partita che va ben oltre una nomina. Perché dietro la Fondazione c’è la tenuta stessa del centrodestra oristanese. I sardisti, insieme a Udc e 20Venti, hanno ormai intrapreso un percorso politico che guarda alla costruzione di un’area centrista in vista delle prossime comunali. E il confronto sulla Fondazione potrebbe rappresentare il momento nel quale le distanze diventano definitivamente difficili da ricomporre.
La consiliatura, quindi, è più che mai in bilico. Non significa che la crisi sia già aperta, né che l’amministrazione sia destinata necessariamente a cadere. Ma il margine di manovra per il Sindaco si è sensibilmente ridotto. Sanna dovrà cercare una sintesi tra posizioni che, almeno in questo momento, sembrano molto distanti.
Ma lo stesso Sindaco non sembra intenzionato a stare a guardare, mentre la sua maggioranza si logora. Il vero interrogativo, semmai, è quale sarà la sua scelta qualora non si riuscisse a trovare una quadra. Se il confronto dovesse proseguire senza un accordo e soprattutto senza quel clima sereno necessario per continuare a governare ancora per 9 mesi, potrebbe essere lo stesso Sanna a valutare un passo indietro?
È uno scenario che oggi nessuno può dare per certo, ma che comincia ad affacciarsi sullo sfondo della crisi politica. Sul piano amministrativo, intanto, la situazione resta decisamente più tranquilla. La ZTL del centro storico dovrebbe partire a breve. L’assessore Paolo Angioi ha ribadito che si tratterà di una sperimentazione della durata di tre mesi, al termine della quale saranno valutati gli effetti e si tireranno le somme prima di decidere come procedere. Il ritardo rispetto alla data inizialmente indicata per il primo settembre sarebbe legato anche alla necessità, da parte della Polizia locale, di completare la sistemazione della segnaletica con gli orari della nuova disciplina. Ancora qualche giorno, dunque, prima che la sperimentazione possa entrare effettivamente nel vivo.
Ma se sul fronte della ZTL si tratta soprattutto di mettere a punto gli ultimi dettagli, a Palazzo degli Scolopi la questione è decisamente più complessa. La prossima scadenza amministrativa importante sarà il bilancio consolidato, fissato al 31 ottobre. Prima, però, potrebbe consumarsi una partita politica capace di cambiare gli equilibri della maggioranza.
La Fondazione Oristano è diventata così il banco di prova. Ma stavolta la posta in gioco potrebbe essere molto più alta di una poltrona.

