Pardu Nou, settant’anni di storia dalla terra alla comunità
Settant’anni dopo la sua nascita, Pardu Nou ha celebrato la propria storia con quattro giorni di appuntamenti tra memoria, cultura, fede e comunità. Dal 27 al 30 agosto, la borgata ha ripercorso le tappe di un percorso iniziato negli anni Cinquanta con la Riforma Agraria, quando la trasformazione dei terreni e la nascita dei poderi diedero forma a una nuova realtà agricola e sociale.
Una storia costruita dal lavoro delle prime famiglie assegnatarie, che trovarono nella borgata non soltanto la terra da coltivare, ma anche una casa, la scuola, la chiesa e i primi servizi.

Oggi Pardu Nou conta circa 400 residenti e rappresenta una realtà particolare nel panorama delle piccole comunità del territorio: non ha conosciuto il progressivo spopolamento che ha interessato molti altri centri rurali, mantenendo negli anni una popolazione sostanzialmente stabile.
Anche amministrativamente la borgata ha una caratteristica singolare: il suo territorio è diviso quasi a metà tra i Comuni di Siamaggiore e Solarussa, senza però che questo abbia intaccato il senso di appartenenza a una comunità nata e cresciuta insieme.
Il programma del settantesimo anniversario ha preso il via con la mostra fotografica “Solchi di carta e di terra”, dedicata alle immagini e ai ricordi delle generazioni che hanno costruito Pardu Nou.
Sabato 29 agosto la giornata di studi “Solchi di futuro” ha invece messo a confronto storia, presente e prospettive della borgata, riportando l’attenzione sull’eredità della Riforma Agraria e sulle sfide dei prossimi anni.
Le celebrazioni si sono intrecciate con i tradizionali festeggiamenti religiosi in onore di Santa Maria, patrona della borgata, fino alla Messa solenne di domenica 30 agosto presieduta dall’Arcivescovo.
Tra le iniziative che hanno accompagnato l’evento, anche la riqualificazione e l’inaugurazione de “Il Boschetto”, nuovo spazio verde pubblico.
Un anniversario, dunque, non soltanto per ricordare i primi settant’anni, ma per raccontare una comunità che dalla terra ha costruito la propria identità e che, ancora oggi, conserva una presenza e una vitalità tutt’altro che scontate.

