
Fondazione Mont’e Prama. Quattro anni di crescita e ora il rinnovo del Cda
Quattro anni di crescita, un impatto economico sempre più significativo sul territorio e una presenza dei Giganti sempre più forte sulla scena nazionale e internazionale. È da questo bilancio che parte la riflessione sul futuro della Fondazione Mont’e Prama, mentre si avvicina il rinnovo del consiglio di amministrazione e, inevitabilmente, si apre anche il confronto sulla prossima presidenza.
Il mandato dell’attuale Cda, guidato dal presidente Anthony Muroni, è arrivato alla scadenza lo scorso luglio. La nuova governance dovrà essere definita attraverso l’intesa tra i tre soci della Fondazione, che sono Ministero della Cultura, Regione Sardegna e Comune di Cabras. Formalmente sarà il Ministero a procedere alla nomina del presidente, ma prima dei nomi ci sono i risultati di un quadriennio che ha visto crescere attività, pubblico, occupazione e ricadute sul territorio.

Un bilancio che non si basa soltanto sui numeri prodotti dalla stessa Fondazione, ma anche su una valutazione affidata a un soggetto terzo, Human Foundation, chiamato a misurare concretamente l’impatto sociale ed economico delle attività nel Sinis.
Il report formulato da Human Foundation. Il lungo lavoro ha preso in considerazione il triennio di attività 2022-2025, coinvolgendo rappresentanti istituzionali, beneficiari e altri stakeholder, attraverso strumenti di raccolta dati sia qualitativi sia quantitativi. “È stato definito un piano di valutazione per capire meglio gli effetti delle attività della Fondazione – ha spiegato recentemente Michele Mosca, Evaluation Officer di Human Foundation -. In una prima fase sono stati individuati gli obiettivi principali, le modalità per raccogliere i dati e le persone coinvolte, tra cui rappresentanti istituzionali, beneficiari e altri soggetti attivi nel territorio”. Il lavoro, che nella sua versione integrale è consultabile sul sito della Fondazione, si è concluso con un report economico dedicato al valore generato. La valutazione ha stimato un impatto economico netto compreso tra 47,8 e 64 milioni di euro nel periodo 2021-2024, evidenziando anche la crescita dei flussi turistici e delle attività legate alla fruizione del patrimonio archeologico.
“Nuove conoscenze e nuovi clienti”. Tra chi ha toccato con mano queste ricadute, ci sono le realtà produttive del territorio. Enrico Lepori, presidente del Consorzio Sinis Agricola, che sta alla base della filiera Sardo Sole, parte dalla visibilità internazionale conquistata negli ultimi anni: “Siamo stati protagonisti già nel 2023 a New York, al Metropolitan Museum. Poi tanti nuovi eventi, nuove conoscenze e quindi clienti nuovi. Cabras è un paese vivo grazie alla Fondazione”. Un’esperienza condivisa anche da Giuliano Cossu, presidente del Consorzio Pontis, che gestisce lo stagno di Cabras, opera nel commercio al dettaglio e ha anche l’attività di ittiturismo sulla provinciale per la costa. “Abbiamo avuto da subito grossi vantaggi, abbiamo condiviso molti progetti. Tanti visitatori che creano indotto, soprattutto per l’ittiturismo che ha incrementato le presenze. Tutto il paese ne ha avuto solo vantaggi”.

Più visitatori, più risorse e nuovi posti di lavoro. I numeri contenuti nel bilancio delle attività svolte nel quadriennio 2022-2026, raccontano una crescita che non riguarda soltanto i visitatori. La superficie espositiva del museo è passata da 500 a 1.500 metri quadrati, mentre gli incassi sono indicati in crescita da 529 mila euro a circa un milione. I visitatori complessivi passano da 133 mila a circa 200 mila, mentre l’impatto economico sul territorio viene stimato tra 48 e 60 milioni di euro.
Anche il capitale umano è cresciuto: la Fondazione indica il passaggio da zero a 22 dipendenti diretti e oltre 30 persone coinvolte nelle cooperative. A questo si aggiungono le attività di ricerca, con nuove concessioni dirette di ricerca e scavo, oltre all’organizzazione sempre più stabile di appuntamenti scientifici internazionali. Un lavoro meritorio che ha portato la Fondazione a ricevere due settimane fa il premio Zeus 2026, proprio “per gli investimenti nella ricerca e nella gestione archeologica.

L’effetto sull’accoglienza. Una crescita che, secondo gli operatori, si riflette anche sulla qualità della domanda turistica. Pierluigi Mele, di Acquae Sinis, guarda soprattutto alla composizione dei flussi: “A settembre, quest’anno, chiudiamo col 90% di occupazione delle camere. Ma in generale, da quando c’è la Fondazione, è migliorata la qualità del cliente, che è diventato più attento, informato e motivato. Non è più un turismo legato soltanto alla balneazione”.
Per Mele, l’effetto riguarda anche la gestione delle strutture: “Anche noi siamo migliorati nello staff, perché possiamo tenere il personale più a lungo”.
Il museo come porta d’ingresso del territorio. L’andamento del Museo Civico di Cabras offre un’ulteriore fotografia della crescita. La mostra “Tyrrhenòs e Sardò”, inaugurata il 18 luglio, ha raggiunto 29.500 visitatori in due mesi, fino al 19 settembre. Dall’inizio dell’anno gli ingressi nel solo museo hanno superato quota 64 mila, mentre sono oltre 170 mila considerando complessivamente i siti gestiti dalla Fondazione.
Numeri che si inseriscono in una strategia più ampia di promozione: sette numeri di “Archeomagazine”, quattro conferenze nei grandi musei italiani, tre mostre internazionali e 43 serate evento nell’estate.

Il giudizio della politica. A sottolineare il ruolo assunto dalla Fondazione negli ultimi anni è inevitabilmente il mondo politico del territorio. Il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Mura: “La Fondazione Mont’e Prama è stata negli ultimi anni il motore trainante dello sviluppo culturale e turistico del territorio. Gran parte della visibilità e dell’attenzione che sta ricevendo la cittadina di Cabras è merito della Fondazione”.
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Alessandro Solinas riconosce alla Fondazione un ruolo “fondamentale per la tutela e, soprattutto, per la valorizzazione di un patrimonio archeologico e culturale unico al mondo”. Per Solinas, la crescita dell’interesse attorno a Mont’e Prama rappresenta anche un’opportunità per imprese, turismo ed economia locale “La cultura – sostiene – può diventare “sviluppo, lavoro, economia e promozione della Sardegna”.
Il rinnovo del Cda arriva dunque al termine di una fase nella quale la Fondazione ha ampliato attività, pubblico, occupazione e ricadute economiche, accompagnando i Giganti e il patrimonio archeologico del Sinis verso una dimensione sempre più internazionale. Ma la sfida della Fondazione resta profondamente legata al territorio che li custodisce. È qui che la crescita della dei visitatori e delle attività culturali si traduce in nuove opportunità e in un patrimonio che torna a generare valore per la comunità locale.
