Anche Oristano al congresso nazionale di Meritocrazia Italia. Mozione sulla sanità sarda


 
Ci sarà anche una rappresentanza della Sardegna al terzo Congresso nazionale della Associazione Culturale  Meritocrazia Italia che ha per  tema ‘Welfare: la transizione del Merito’, che si tiene in Abruzzo, a Silvi Marina dal 2 al 4 settembre. Insieme alla coordinatrice regionale Marina Bardanzellu, ci saranno per la provincia di Oristano il coordinatore Mauro Tamponi e quello della città Metropolitana di Cagliari Giangiacomo Pisu.  
“E’ un’occasione importante di discussione, affermano all’unisono dal coordinamento regionale,  in vista della sfida che impegnerà tutti i Paesi europei nel futuro prossimo: la ricostruzione degli equilibri alterati e la ripartenza dopo il devastante periodo emergenziale. Meritocrazia si propone di fare il punto su bisogni e priorità di intervento e riportare l’attenzione su un concetto di transizione calibrato sul valore del Merito, in ogni ambito, per un benessere condiviso realmente sostenibile. In due diversi corner tematici, il focus sarà rivolto a politiche giovanili e programmi di sostegno delle disAbilità”.
I  lavori saranno conclusi dal Presidente nazionale Walter Mauriello, il quale già annuncia che «Sarà un momento decisivo di confronto. Vogliamo riportare le diverse sensibilità sui problemi comuni, per la definizione della migliore strategia di intervento. Le risorse straordinarie del Recovery Fund rappresentano un’opportunità da non sprecare. Una chance unica per cambiare le regole del gioco e rivoluzionare il funzionamento di servizio sanitario, giustizia, pubblica amministrazione e infrastrutture. Troppo poco è stato fatto negli ultimi anni, specie a livello europeo, nel verso di dare concretezza ai propositi di inclusione ed equità sociale».
Sabato 4, verranno presentate ed approvate le mozioni congressuali con la Sardegna che ha deciso di presentare la propria sulla Sanità, considerato che  l’emergenza sanitaria legata al Covid 19, che ancora non è terminata, ha messo sempre più in risalto i problemi atavici e cronici della nostra regione. “E’ apparsa, infatti, chiara ed ancor più evidente, sopratutto in questi ultimi mesi,si legge nella mozione, la mancanza  in Sardegna di un progetto organico e armonico per la tutela della salute  dei sardi. 
Ogni sforzo è proteso a contrastare le malattie quando queste hanno ormai già aggredito le persone. Ne consegue che gli interventi del Sistema Sanitario Regionale sono sempre di natura riparativa, arrivano in ritardo, non facilitano la qualità della vita delle persone, innescano una incomprimibile spirale di costi economici che depaupera risorse anche dagli altri capitoli del bilancio  della Regione. Per tale motivo, continua la mozione, se non si porrà  un freno a questa voragine di spesa (la sanità assorbe circa il 50%  del bilancio regionale), verranno meno le risorse per sostenere tutti gli altri settori produttivi, di crescita e lavoro (infrastrutture, formazione, investimenti).
 
Negli ultimi 13 anni  si è tentato  di sanare il GAP con la politica dei tagli invece che con una radicale inversione di tendenza verso la medicina preventiva, l’educazione sanitaria, la correzione degli stili di vita (alimentazione, alcool, fumo),ottenendo un risultato peggiore del male: riduzione degli organici, riduzione dei servizi  di diagnosi, cura, prevenzione e riabilitazione, ridotta disponibilità della tecnologia di alta qualità che nel frattempo l’industria metteva sul mercato, disattenzione verso l’adeguamento e modernizzazione  delle strutture, ritardo e in molti casi mancata attuazione dei benefici previsti nei  contratti di lavoro degli operatori, solo per citare le maggiori criticità. Ne è conseguita , continua il documento,  una crescita esponenziale delle patologie (soprattutto tumori, cardiovascolari, ambiente correlate) con allungamento delle liste d’attesa sia diagnostiche  che terapeutiche in tutti i settori. Situazione resa ancora più grave dalla circostanza che alcune strutture sanitarie, a causa della rapidissima circolazione della c.d. variante Delta, sono state destinate esclusivamente alla cura dei pazienti affetti da COVID 19. 
 
La pandemia ancora in corso ha dimostrato, ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno,  che un “Paese malato” non ha alcuna possibilità di sopravvivenza e che  le politiche per la salute devono stare al primo posto della scala di importanza di qualunque governo”
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Meritocrazia Sardegna ritiene allora  necessario che si proceda con urgenza, anche usufruendo dei fondi europei del Recovery Found, ad un  riallineamento di queste criticità, affidando la gestione della salute, piuttosto che agli economisti, per quanto competenti,  con vocazione contabile, come fino ad oggi accaduto,  ad un organismo terzo indipendente, che abbia la cultura e la sensibilità di non abbassare i livelli di tenuta sociale del Paese, affinché:

  • si possa abolire il sistema attuale delle ASL, che ha evidentemente  fallito i suoi obbiettivi;
     – attraverso una rinnovata idea della medicina territoriale (generale, specialistica e accreditata) si possano integrare  funzionalmente con la sanità strutture complesse, sia pubbliche che private;
  • si possa creare con tutte le altissime professionalità settoriali esistenti un punto di riferimento internazionale,  tale da comportare flussi di turismo sanitario;
  • si istituisca una importante scuola ad altissima formazione specialistica, così da invertire la rotta degli attuali viaggi della speranza;
  • si possano sviluppare  progetti obiettivo  quali, a titolo esemplificativo:
    • ambiente, salute e sviluppo economico;
    • sicurezza e benessere sui luoghi di lavoro
    • igiene, medicina preventiva ed educazione alla salute
    • diffusione delle buone pratiche e sicurezza delle cure
    • tutela degli anziani
    • -handicap , riabilitazione e sicurezza sociale.
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