Compendi ittici. Associazioni critiche per incertezza sulla gestione. Chiesta la proroga
Il malcontento dei pescatori sardi continua a crescere a causa dell’incertezza data dall’imminente scadenza delle concessioni demaniali delle lagune sarde, ulteriormente amplificata dalla crisi che il settore attraversa, a causa dell’emergenza
sanitaria in corso.
Il 31 Dicembre p.v., infatti come è ormai noto da tempo, scadranno le concessioni per l’esercizio dell’attività di pesca nei compendi ittici della Sardegna.
La Legge 30 Dicembre 2018 n. 145 recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio
pluriennale per il triennio 2019 – 2021, all’articolo 1, comma 682, in vigore dal primo Gennaio 2019, prevede la possibilità che “le concessioni […] vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge hanno una durata, dalla data di entrata in vigore
[…] di anni quindici”, al fine di tutelare “l’occupazione e il reddito delle imprese in crisi”.

Tale disposizione di Legge, così come evidenziato dall’Avvocatura Generale dello Stato, nella risposta al MIPAAF alla sua
Richiesta di parere urgente su proroga delle concessioni demaniali marittime ai sensi della Legge 30 Dicembre 2018 n. 145,
comprende anche le concessioni relative alle attività di pesca.
“Nonostante le diverse interlocuzioni sul tema portate avanti dalle scriventi Associazioni – scrivono in una nota – ad oggi le imprese interessate sommano, all’incertezza dettata dall’emergenza sanitaria in corso, l’incertezza relativa al futuro dei compendi in cui svolgono, con
tutte le difficoltà del difficile periodo che attraversiamo, quotidianamente la propria attività lavorativa.

In recenti riunioni, tenutesi nei giorni scorsi, i rappresentanti dei compendi ittici concessionari a noi associati, hanno
manifestato tutta la loro preoccupazione circa la possibilità che le concessioni in essere, in assenza di uno specifico bando, non siano prorogate, così come previsto dalla Legge: in una situazione già difficile per gli atavici problemi che colpiscono gli ambienti lagunari sardi –dalla mancata manutenzione idraulica degli stagni e delle loro pertinenze alla sempre maggiore presenza di specie alloctone invasive e di fauna selvatica ittiofaga- la mancanza di certezze relative al futuro impedisce qualsiasi forma di programmazione aziendale e di investimenti, già peraltro, questi ultimi, fortemente disincentivati dalla lentezza della macchina
burocratica Regionale”.

Non giova a tranquillizzare la categoria il fatto che recentemente la Legge n. 145/2018 sia stata applicata per le altre
categorie produttive, generando una sperequazione di difficile comprensione.
Nel segnalare quindi il sempre maggiore malcontento, ormai non più arginabile, dei concessionari, che in totale in Sardegna
offrono occupazione ad oltre mille addetti, “si richiede alla Regione Sardegna di porre in atto tutte le azioni necessarie alla proroga delle concessioni in essere”

