Dai Giganti di Mont’e Prama alle foreste del Perù. A Cabras il Sardegna Archeofilm Festival
Le civiltà scomparse del Perù, le più antiche manifestazioni artistiche dell’umanità, una capitale imperiale dimenticata nel cuore della Cina, le tradizioni precristiane sopravvissute nell’Italia contemporanea e il patrimonio archeologico della Sardegna, da Tuvixeddu alle Domus de Janas, fino ai Giganti di Mont’e Prama. Dal 30 giugno al 5 luglio, il Nuovo Parco del Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras ospita la quinta edizione del Sardegna Archeofilm Festival, organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm e Archeologia Viva (Giunti Editore).
Cinque serate nelle quali il cinema diventa uno strumento per viaggiare nel tempo e nello spazio, raccontare le nuove frontiere della ricerca archeologica e avvicinare il grande pubblico ai luoghi, alle comunità e alle storie custodite dal patrimonio culturale. Il programma riunisce documentari provenienti da Italia, Francia, Perù e Cina, opere selezionate nelle edizioni 2025 e 2026 di Firenze Archeofilm, produzioni dedicate al patrimonio sardo e incontri con archeologi, registi, autori e interpreti. Accanto ai sette film in concorso, il Festival propone proiezioni fuori concorso, talk introduttivi, anticipazioni cinematografiche e momenti di approfondimento.
“La stretta collaborazione tra Fondazione Mont’e Prama e Firenze Archeofilm – espressione della rivista Archeologia Viva nel settore cinema – sta dando risultati straordinari sul piano della partecipazione popolare al grande festival internazionale di Cabras, quest’anno organizzato sullo sfondo “congeniale” del Museo G. Marongiu – dichiara Piero Pruneti, direttore della rivista Archeologia Viva –. Il programma 2026 di Sardegna Archeofilm Festival è di particolare livello qualitativo con presentazione di opere di assoluta spettacolarità rivolte al grande pubblico e ospiti d’eccezione”.
A chiudere la manifestazione sarà, domenica 5 luglio, l’assegnazione del Premio Sardegna Archeofilm 2026, attribuito al film più apprezzato dal pubblico, insieme alla consegna del Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”.
Martedì 30 giugno: il cinema incontra l’arte. Il Festival si apre martedì 30 giugno, alle ore 21:00, con una serata introduttiva dedicata al rapporto tra cinema, arte, paesaggio e costruzione dello sguardo.Il regista Peter Marcias e la storica e critica d’arte Chiara Gatti saranno protagonisti del talk “Cinema e arte”, presentato da Alessandro Pisu. Una conversazione sulla capacità del linguaggio cinematografico di interpretare le opere, i luoghi e i processi creativi, trasformando l’immagine in uno strumento di conoscenza e scoperta.A seguire la proiezione fuori concorso di “Lo sguardo esterno”, film breve diretto da Peter Marcias e girato interamente in Sardegna. Le immagini attraversano San Salvatore e San Giovanni di Sinis, Bosa, Posada, Cagliari, Alghero, Tavolara, Siliqua e il Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, componendo un itinerario visivo dedicato al viaggio, all’arte, all’osservazione e al rapporto tra l’essere umano e il paesaggio.
Giovedì 2 luglio: dalla civiltà Chachapoya alle contraddizioni dell’Homo sapiens. La cerimonia inaugurale è in programma giovedì 2 luglio alle ore 20:30, con i saluti istituzionali dei rappresentanti della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione Mont’e Prama e gli interventi di esperti di archeologia e cinema. La serata sarà presentata da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu. Le proiezioni in concorso prenderanno il via subito dopo con “Abiseo, la foresta culturale di Chachapoya”, diretto dalla regista peruviana Rosemarie Lerner e selezionato per Firenze Archeofilm 2026. Il documentario accompagna un gruppo interdisciplinare del World Monuments Fund Perú nella zona storico-culturale del Parco Nazionale Río Abiseo. Al centro del racconto è il sito di Gran Pajatén, straordinaria testimonianza della civiltà Chachapoya, con le sue architetture circolari in pietra e i fregi che documentano il rapporto sviluppato da questa antica comunità con l’ambiente della foresta.
Seguirà “Sapiens?” di Bruno Bozzetto, opera costruita attraverso tre cortometraggi accompagnati dalle sinfonie di diversi autori della musica classica. Con la sua inconfondibile capacità narrativa, Bozzetto riflette sul comportamento umano, sulla violenza, sul rifiuto della diversità e sulla distruzione della natura, interrogando provocatoriamente l’aggettivo “sapiens” con il quale la nostra specie ha scelto di definirsi.
La prima serata di concorso si concluderà con “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare”, documentario diretto da Antonio Sanna. Dopo la proiezione interverranno il regista insieme agli archeologi Carlo Tronchetti e Giovanni Ugas. L’incontro sarà presentato da Alessandro Pisu.
Venerdì 3 luglio: Tuvixeddu, l’arte paleolitica e i riti di una comunità. La serata di venerdì 3 luglio si aprirà alle ore 20:45 con il talk “Cinema e Sardegna. Introduzione a Sui tetti di chi dorme”. Il regista Antonello Pisano Murgia dialogherà con gli interpreti e autori Fabio Marceddu, Lia Careddu e Rossella Faa, in un incontro presentato da Giulia Pruneti.Seguirà la proiezione in concorso di “Sui tetti di chi dorme”, selezionato per Firenze Archeofilm 2025. Il cortometraggio è dedicato a Tuvixeddu, la più grande necropoli punica del Mediterraneo, e alla parte di questo straordinario patrimonio sopravvissuta alle trasformazioni urbane e alle ferite del tempo. Attraverso un racconto sospeso tra cinema, teatro e memoria, le presenze dell’antica necropoli diventano gli “inquilini sfrattati” di uno spazio nel quale il passato continua a dialogare con la città contemporanea.
Quindi il Festival si sposterà nel cuore della preistoria europea con “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici”, documentario diretto da Alexis de Favitski e selezionato per Firenze Archeofilm 2026. Scoperta nel dicembre del 1994 nelle Gole dell’Ardèche, la Grotta Chauvet conserva centinaia di figure animali realizzate circa 36 mila anni fa, ventimila anni prima delle celebri pitture di Lascaux. Per ragioni di conservazione, l’accesso è riservato a un gruppo di ricercatori per un solo mese all’anno. Il film ha avuto il privilegio di accompagnarli all’interno della grotta, documentando uno dei più antichi e sorprendenti esempi di espressione artistica dell’Homo sapiens.
Ospiti d’onore della serata saranno l’archeologo preistorico Fabio Martini e il regista e produttore Nicolò Bongiorno, che presenterà per la prima volta in Sardegna il teaser del suo nuovo film dedicato alla Grotta dei Cervi di Porto Badisco, nel Salento. L’opera, attualmente in lavorazione, condurrà il pubblico all’interno di un sito archeologico di eccezionale valore, fragile e difficilmente accessibile, che non potrà essere aperto alle visite. Il progetto cinematografico offrirà quindi la possibilità di esplorarne gli spazi più remoti, le pitture e i segni lasciati dalle comunità preistoriche. Il teaser sarà presentato nell’ambito dell’incontro con Fabio Martini e Nicolò Bongiorno, condotto da Piero Pruneti.
La terza proiezione della serata sarà “Il toro e la Madonna”, diretto da Claudio Sagliocco e Gianni Nunno. Il documentario conduce il pubblico a Bacugno, un paese di meno di cento abitanti dell’Italia centrale, dove ogni anno si rinnova una festa nella quale antichi elementi pagani e devozione cristiana convivono. Il momento culminante è l’arrivo di un toro dalla montagna e il suo inchino davanti alla Vergine Maria. Il film ricostruisce per la prima volta in modo organico la storia e il significato di questa tradizione, riconosciuta e studiata anche dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.
Sabato 4 luglio: la capitale dimenticata della Cina e il mondo delle Domus de Janas. Il programma di sabato 4 luglio inizierà alle ore 20:45 con “Fengyang. La capitale dimenticata dell’antica Cina”, documentario diretto da Stéphane Bégoin e realizzato tra Francia e Cina. I primi scavi dell’antica città imperiale di Fengyang hanno portato alla luce un insediamento di dimensioni eccezionali, persino più imponente della Città Imperiale di Pechino. Il film segue gli archeologi impegnati a ricostruire le origini, lo sviluppo e la misteriosa distruzione di una capitale destinata a rappresentare il potere della dinastia Ming, ma rimasta a lungo ai margini della storia ufficiale.Quindi il Festival tornerà in Sardegna con la tavola rotonda “Archeologia e leggenda. Domus de Janas, tra storia e leggenda”, alla quale parteciperanno l’archeologo Alberto Moravetti, il regista Nicola Castangia, il presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni e il giornalista e scrittore Tonino Oppes. Presenta Tore Cubeddu.
A seguire sarà proiettato fuori concorso il documentario “Domus de Janas, tra storia e leggenda”, diretto da Nicola Castangia. L’opera racconta le antiche sepolture ipogeiche della Sardegna attraverso un percorso nel quale la ricerca archeologica incontra le tradizioni popolari e le narrazioni tramandate dalle comunità. Le Domus de Janas emergono così non soltanto come testimonianze della preistoria dell’isola, ma anche come luoghi capaci di generare racconti, credenze e immaginari ancora vivi.
Domenica 5 luglio: i premi del pubblico e il viaggio dei Giganti. La serata conclusiva di domenica 5 luglio si aprirà alle 20:45 con la premiazione del concorso “Archeociak. Raccontami la storia”, edizione 2025. Il progetto, rivolto alle scuole primarie e secondarie della Sardegna, avvicina gli studenti al patrimonio culturale attraverso l’ideazione e la realizzazione di opere audiovisive. Durante la serata saranno proiettati e premiati i lavori selezionati. Presenta Paolo Carboni.
Subito dopo sarà consegnato il Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”, vincitore del premio del pubblico dell’edizione fiorentina. Parteciperanno l’archeologo Carlo Tronchetti, il regista Nicola Castangia e Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. L’incontro sarà condotto da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu.
Nella parte centrale della serata sarà proclamato il vincitore del Premio Sardegna Archeofilm 2026, assegnato al film in concorso più gradito dal pubblico di Cabras.
La quinta edizione si concluderà con un’opera dedicata al patrimonio simbolo del Sinis. I registi Fabio Ortu e Andrea Marras presenteranno il documentario “Il viaggio dei Giganti”, in dialogo con Giulia Pruneti. La proiezione fuori concorso, ripercorre la vicenda delle statue di Mont’e Prama: dalla scoperta e dal lungo lavoro di studio e restauro fino al loro ruolo contemporaneo di ambasciatrici della civiltà nuragica e del patrimonio archeologico della Sardegna nel mondo.
Il Sardegna Archeofilm Festival conferma così la volontà della Fondazione Mont’e Prama di costruire intorno all’archeologia nuovi linguaggi e occasioni di partecipazione, mettendo in relazione la ricerca scientifica con il cinema, la divulgazione, la scuola e il coinvolgimento diretto del pubblico.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.
Il programma completo è disponibile sul sito monteprama.it

