La Diocesi di Oristano piange Don Italo. Il saluto al parroco che ha costruito una comunità

La Diocesi di Oristano si stringe nel dolore per la scomparsa di Don Italo, sacerdote amato e punto di riferimento per intere generazioni di fedeli. Aveva compiuto 90 anni lo scorso 4 gennaio. Da tempo il fisico era provato, ma il ricordo che lascia è quello luminoso di un uomo che ha speso la vita al servizio della Chiesa e delle persone.

Don Italo “sale in cielo” portando con sé l’affetto sincero dei suoi parrocchiani, che in queste ore ne ricordano il sorriso, la discrezione e quella capacità rara di farsi prossimo, senza mai alzare la voce. Un’eredità spirituale profonda, fatta di relazioni autentiche e di una comunità cresciuta attorno a valori solidi.

Don Italo

A Oristano, il suo nome è indissolubilmente legato alla Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore, da lui fondata nel 1965 su brillante intuizione di Monsignor Fraghì, che avrebbe voluto chiamarla San Giuseppe Operaio. Ma fu proprio Don Italo a scegliere la denominazione di San Giuseppe Lavoratore, cogliendone il senso più ampio e universale. Ne fu parroco per quarant’anni, fino al 2005, accompagnando passo dopo passo la nascita e la crescita di una delle realtà parrocchiali più significative della diocesi.

La chiesa di San Giuseppe, oggi la più capiente della diocesi dopo la Cattedrale, è anche un segno tangibile della sua visione: un edificio di arte moderna, impreziosito da opere di grande valore, realizzate con la consulenza del professor Ranocchi. Un luogo pensato non solo per accogliere, ma per elevare lo spirito.

La chiesa di San Giuseppe Lavoratore ad Oristano

Oggi a guidare la parrocchia è Don Tonino, che ha chiesto al vescovo Roberto Carboni la celebrazione di una Santa Messa in suffragio di Don Italo a Oristano, che si dovrebbe svolgere domani 13 gennaio. Le esequie si terranno invece a Ghilarza, il suo paese natale, dove la comunità potrà rendergli l’ultimo saluto.

Don Tonino

“Siamo profondamente riconoscenti all’ingegno e al tatto pastorale di Don Italo – ha dichiarato Don Tonino –. Il quartiere di Sa Rodia, grazie a lui, è diventato una famiglia di famiglie. Era una zona povera, che è cresciuta molto anche sul piano sociale, con lo sport, il gruppo scout, le attività educative. Oggi lo piangiamo insieme”.

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