La salute parte dalla tavola. Al San Martino di la giornata che unisce agricoltura e prevenzione
Il cibo come primo strumento di prevenzione e gli agricoltori come protagonisti della salute delle comunità. È questo il messaggio lanciato oggi anche dall’ospedale San Martino di Oristano, uno dei quattro presìdi sardi coinvolti nella Giornata nazionale tra agricoltura e sanità, promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia nell’ambito dell’iniziativa “Campagna Amica per la Salute”.
Per tutta la mattinata gli spazi dell’ospedale oristanese hanno ospitato il mercato di Campagna Amica con i produttori del territorio, affiancati da medici, nutrizionisti e operatori sanitari, offrendo ai cittadini screening gratuiti, momenti informativi, consulenze sulla prevenzione, laboratori di educazione alimentare e degustazioni di prodotti genuini destinati anche ai più piccoli.
L’iniziativa ha coinvolto contemporaneamente anche il Mater Olbia, l’Arnas Brotzu di Cagliari e l’Aou di Sassari, inserendosi in una rete nazionale che ha interessato oltre settanta ospedali italiani ed europei con l’obiettivo di rafforzare il legame tra alimentazione, salute e prevenzione.
A rendere ancora più attuale il tema sono i dati dell’Instant Report Coldiretti-Censis “Mangiare bene per vivere meglio”, secondo cui quasi la metà dei cittadini di Sardegna, Sud e Isole consuma almeno una volta alla settimana snack salati industriali, mentre circa un terzo porta abitualmente in tavola dolciumi e merendine. Allo stesso tempo, il 97% degli italiani riconosce che una sana alimentazione è fondamentale per prevenire patologie come diabete, obesità e malattie cardiovascolari, mentre l’88% chiede maggiore trasparenza sull’origine degli alimenti.

“Con questa giornata vogliamo ribadire che gli agricoltori non producono soltanto cibo, ma contribuiscono concretamente alla salute delle persone e alla qualità della vita delle nostre comunità – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Oristano, Paolo Corrias -. Portare Campagna Amica all’interno dell’ospedale significa creare un ponte diretto tra chi produce alimenti sani e chi ogni giorno si prende cura della salute dei cittadini, promuovendo una vera cultura della prevenzione”.
Sulla stessa linea il direttore di Coldiretti Oristano, Emanuele Spanò, che ha evidenziato come “molte delle principali malattie croniche siano strettamente legate alle cattive abitudini alimentari. Per questo è fondamentale riportare al centro della dieta prodotti locali, di stagione e di qualità. Il territorio dell’Oristanese, con le sue eccellenze agricole e agroalimentari, può offrire un contributo importante nella diffusione di uno stile di vita più sano e consapevole”.
Durante la manifestazione è stato inoltre richiamato l’attenzione sui rischi legati ai prodotti ultra-processati e agli alimenti di dubbia provenienza, dalle sofisticazioni dell’olio extravergine fino al grano trattato con glifosato in pre-raccolta, pratica vietata in Italia ma consentita in altri Paesi. Un fenomeno che, secondo Coldiretti, interessa soprattutto le giovani generazioni, sempre più esposte al consumo di energy drink, snack, merendine e barrette proteiche.

I dati del report confermano infatti che il 45% degli italiani consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% dolciumi e il 31% merendine. Tuttavia cresce anche la consapevolezza: tre italiani su quattro dichiarano di essere pronti a ridurre il consumo di questi prodotti privilegiando un’alimentazione naturale, trasparente e ispirata ai principi della Dieta Mediterranea.
L’appuntamento del San Martino ha così trasformato l’ospedale in un luogo di incontro tra agricoltura e sanità, ribadendo un concetto semplice ma sempre più attuale: la salute inizia dalle scelte quotidiane e, prima di tutto, da ciò che portiamo in tavola.

