Ordine dei Medici e Odontoiatri di Oristano. Tutti gli eletti
Nella serata di lunedì 5 ottobre è stato eletto, dopo quattro giorni di votazioni, il Consiglio direttivo che guiderà l’Ordine dei Medici di Oristano nel quadriennio 2021-2024.
Il nuovo Direttivo sarà composto dalle 9 persone che hanno avuto più voti tra gli iscritti all’albo dei Medici chirurghi e le 2 che hanno avuto più voti tra gli iscritti all’albo degli Odontoiatri, e sarà così composto: Gianfranco Delogu, Roberto Irde, Luca La Civita, Franco Ledda, Gisella Masala, Giovanna C. Meconcelli, Federica Miculan, Francesco Muscas, Gian Nicola Panichi, Magda A. Sammarco, Antonio L. Sulis.
Per la Commissione Odontoiatrica sono stati eletti i dottori: Paolo Angioi, Gabriela Argiolas, Andrea Contini, Gisella Masala, Giovanna C. Meconcelli.
Per il Collegio dei Revisori dei Conti sono stati eletti i dottori: Enrico Cuozzo, Giulia Sanna, Maria Francesca Sanna.
Per il Consiglio Direttivo i candidati più votati sono stati la d.ssa Federica Miculan ed il dott. Antonio Sulis.

Un buon successo personale è stato ottenuto dalla D.ssa Dina Fantasia, che si è presentata con una candidatura singola.
Da evidenziare che quest’anno si è scelto di votare in quattro giorni per evitare assembramenti nel seggio e porre in atto nel migliore di modi le procedure anti Covid. Sempre per limitare i rischi da Covid si è puntato ad ottenere in seconda convocazione il quorum necessario, pari al 20% degli iscritti, che tuttavia è stato abbondantemente superato.
Ora spetterà ai consiglieri eletti la nomina delle cariche istituzionali di presidente, vice presidente, tesoriere e segretario, nella prima riunione che verrà indetta entro otto giorni dall’elezione. Entro otto giorni verrà anche riunita la Commissione Odontoiatrica per la nomina del Presidente.
Il nuovo Direttivo, come preannunciato prima del voto, continuerà col consueto impegno a impegnarsi a difesa della professione e del diritto alla salute di tutti i cittadini della provincia di Oristano, diritti attualmente compromessi da un progressivo smantellamento di strutture e servizi, dalla carenza di personale sanitario e, negli ultimi mesi, aggravati dalla diffusione del Covid-19.

