Oristano. Caos in Pronto Soccorso e infermieri senza vaccino. Denuncia FSI USAE

Al Pronto Soccorso del San Martino, ordini di servizio agli infermieri, per trasportare codici rossi, ma senza il medico. Penuria di vaccini per gli infermieri, sopratutto quelli dell’assistenza domiciliare.

Sono i due temi che mette in rilievo il Sindacato delle Professioni Sanitarie FSI USAE: “Denunciamo un malcontento nelle fila degli infermieri, tecnici di radiologia, laboratorio, prevenzione, fisioterapisti, ostetriche, oss, che a tutt’oggi si ritrovano a sentire, sulla vaccinazione, varie campane discordi – afferma la segretaria Beatrice Mura –. Poca chiarezza e trasparenza, eppure ci si dovrebbe attenere al piano vaccinale definito dall’ARES, per redigere quello della propria area di appartenenza”.

Nell’elenco che stabilisce le prioritĆ  per la medicina territoriale oristanese compaiono operatori e ospiti delle RSA, operatori della Casa di cura Madonna del Rimedio, medici del territorio, guardie mediche, personale servizio igiene pubblica e team vaccinatori.

“Mi chiedo  – continua la Mura – dove siano stati collocati coloro i quali, gli Infermieri delle CDI, ogni giorno si recano a casa dei pazienti per assisterli in ambienti non protetti. Non me ne vogliano i medici di medicina generale, con i quali vi ĆØ un rapporto di grande collaborazione e reciproca stima, ma non vorrei passasse il messaggio che “prima il medico e poi gli infermieri”.

La segretaria FSIUSAE, Beatrice Mura

“Invierò una nota all’Assessore della SanitĆ , Dottor Nieddu, per metterlo a conoscenza di comportamenti, da parte di dirigenti, poco chiari e che generano confusione” ĆØ la dura denuncia della sindacalista Beatrice Mura.

Uno degli episodi più gravi, secondo quanto riferisce la FSIUSAE, riguarderebbe un ordine di servizio fatto ad un’infermiera del Pronto Soccorso di Oristano, durante le ore notturne, per trasferire una paziente con  codice rosso, presso altra struttura, ma senza la presenza della figura medica: “Atto grave e perseguibile – denuncia la Mura-. Mi chiedo come sia stato possibile, in tutta la Assl, non reperire un medico disposto ad accompagnare una giovane paziente di 28 anni. Trovo molto grave l’episodio accaduto, ed aver inviato presso altra struttura un codice rosso senza figura medica. Significa aver messo a rischio la vita del paziente e dell’infermiere. Chiedo vengano fatte le giuste verifiche del caso”.

” Su questi problemi, auspichiamo un immediato intervento, celere e risolutivo, per non mettere a serio rischio l’incolumitĆ  degli Infermieri, sempre più provati da un’emergenza di cui non si vede la fine – conclude la segretaria Fsi Usae -. L’incolumitĆ  psichica ĆØ a serio rischio, visti gli alti livelli di stress”. L’Infermiere, infatti, si deve occupare, non solo dei pazienti che attendono il ricovero in medicina, ma anche dei pazienti del Pronto soccorso e dei pazienti positivi che accedono all’isolamento, nonostante non siano dei codici rossi. Ciò implica maggior carico di lavoro per gli infermieri, giĆ  oberati di lavoro e quindi psicologicamente provati.

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