Sanità oristanese sotto accusa: “Liste d’attesa infinite e disagi nei servizi”
Un duro atto d’accusa contro il sistema sanitario regionale arriva dall’Associazione regionale ex esposti amianto della Sardegna, che ha inviato una nota all’assessora regionale alla Sanità ad interim, Alessandra Todde, e al direttore generale della Asl di Oristano, Grazia Cattina, denunciando una situazione definita ormai “insostenibile” per i cittadini.
L’associazione, da anni impegnata sui temi della tutela della salute e dell’assistenza sanitaria, riferisce di aver raccolto numerose segnalazioni da parte di utenti e soci esasperati dalle difficoltà nell’accesso alle cure, parlando apertamente di una sanità pubblica incapace di garantire il diritto costituzionale alla salute.
Nel documento viene evidenziato come, mentre si moltiplicano incontri, convegni e tavoli istituzionali sul futuro della sanità sarda, la realtà quotidiana dei cittadini resti segnata da disservizi e attese interminabili. Nel mirino finiscono i “grandi proclami” delle istituzioni regionali e territoriali, accusate di parlare di eccellenze e nuove strutture senza affrontare le criticità attuali.
Secondo l’associazione, molti degli esponenti politici oggi al governo regionale di centrosinistra, erano presenti in passato alle mobilitazioni organizzate da comitati e associazioni per denunciare il collasso della sanità pubblica. “Una volta al governo – si legge nella nota – i politici cambiano posizione e dimenticano i veri problemi che i cittadini affrontano ogni giorno”.
La denuncia entra poi nel dettaglio delle problematiche segnalate dagli utenti. Tra queste, le liste d’attesa considerate fuori controllo: chiamando il Cup regionale, spiegano dall’associazione, i cittadini si trovano davanti a due sole possibilità, ovvero appuntamenti fissati anche a un anno di distanza oppure “agende chiuse”, con impossibilità totale di prenotazione.
Non mancano casi definiti “paradossali”: pazienti che, dopo aver atteso mesi per una visita specialistica, ricevono la telefonata di cancellazione il giorno prima dell’appuntamento, senza alcuna nuova data disponibile. Una situazione che, inevitabilmente, costringe a ripartire da zero con ulteriori tempi di attesa.
Pesante anche la critica sul ricorso sempre più frequente alla sanità privata o alle prestazioni in intramoenia a pagamento. Secondo l’associazione, molti cittadini sono ormai costretti a scegliere tra rinunciare alle cure oppure sostenere costi elevati pur di ottenere visite in tempi accettabili.
Tra le problematiche segnalate anche quelle relative agli Ascot, i presidi territoriali nati per sopperire alla carenza di medici di base. L’associazione parla di attese che arrivano fino a cinque ore e di servizi che spesso chiudono, lasciando ancora numerosi pazienti in sala d’attesa.
Nel documento si segnalano inoltre visite particolarmente lunghe anche per semplici prescrizioni di farmaci, oltre a continui problemi informatici nell’invio delle ricette via email. Un sistema che, secondo quanto riferito, costringerebbe molti utenti a tornare più volte negli ambulatori perché la documentazione non arriva correttamente.
L’associazione conclude denunciando quello che definisce “il silenzio assordante delle istituzioni” davanti a una crisi sanitaria che continua a colpire soprattutto le fasce più fragili della popolazione, chiedendo interventi immediati e concreti per garantire servizi efficienti e realmente accessibili ai cittadini.

