Sanita’ Oristano. Temussi rassicura, il Comitato replica: “Non ha risposto, servono fatti”
“Il Comitato per il diritto alla salute della provincia di Oristano constata con disappunto come il Commissario straordinario ATS Sardegna, Massimo Temussi, nell’intervista rilasciata all’emittente web Ornews.it, nonostante specifiche domande da parte del giornalista, abbia volutamente omesso di rispondere in ordine alla situazione dell’ospedale San Martino, DEA di primo livello, spostando invece l’attenzione sul singolo ospedale di Bosa, parte integrante del sistema sanitario, nella nostra concezione, ma di fatto retrocesso a periferia assistenziale ed eventuale, se anche si ipotizza di poterlo chiudere per interventi ordinari, come fosse una struttura stagionale”. CosƬ il Comitato per la salute in Provincia di Oristano, che replica alle dichiarazioni rilasciate ieri a Ornews.it dal commissario Temussi, dopo il sopralluogo all’ospedale di Bosa.
“Capiamo l’imbarazzo del Commissario Temussi, visto lo sfascio in cui versa la sanitĆ oristanese, ma sarebbe il caso che rispondesse senza reticenze ed in maniera esaustiva e puntuale ai cittadini in relazione al ventilato smantellamento del San Martino a favore dei poli di Cagliari e Sassari, (ricordiamo che gli accessi al nosocomio oristanese superano i trentamila per cui il riferimento fatto dal commissario alle strutture con accessi inferiori alle 6000 riguarderebbe solo Bosa e non Oristano).
Sarebbe opportuno che desse risposte altrettanto chiare in ordine ai medici in affitto per il P.S. di Oristano.
Vogliamo ricordare al commissario Temussi che il P.S. di Oristano tratta i codici gialli e rossi di tutta la Provincia e non ĆØ certo rassicurante sapere che l’organico degli specialisti, ridotto all’osso, resti immutato per fare spazio a medici non specializzati come previsto dal bando.
Lascia sgomenti il fatto che il responsabile della sanitĆ sarda non abbia proposto alcuna soluzione ma si sia limitato a rispondere, in modo vago, e in perfetto stile politichese, che si tratta di una sperimentazione (per quanto tempo? Con quale fine?) e che con il passaggio sotto la direzione dell’AREUS ci saranno sicuramente soluzioni adeguate ed efficienti (quali e quando?).
Suscita perplessitĆ , per il ruolo che ricopre, che nessun riferimento sia stato fatto al sul problema centrale sollevato dal Comitato, ovvero della mancanza di un sistema organico che intrecci sanitĆ territoriale diffusa e presidi ospedalieri in una rete sinergica volta alla prevenzione e alla cura, ovvero alla mission dell’azienda di cui Lei ĆØ Commissario Straordinario. Una rete intessuta di professionisti, strumenti e mezzi idonei, che richiede una visione e un’intenzione più complessa di riduttive “ferie, tinteggiature, sanificazioni”. In assenza di un progetto socio-sanitario su misura per le specificitĆ della nostra isola, qualunque āmilionataā di recovery-plan, rischia di fallire. Ribadiamo, proprio per le caratteristiche del nostro assetto sanitario, che il problema ĆØ solo apparentemente locale, perchĆ© si riverbera sull’intero sistema regionale, in grave difficoltĆ .
Riteniamo del tutto legittimo pretendere che il responsabile della sanitĆ regionale renda noto con precisione, ai cittadini e ai lavoratori del settore, da tempo in prime linea nellāemergenza, quali passi intende compiere per risolvere l’annosa situazione, perchĆ© delle due l’una: o ha la soluzione o fa parte del problema.
Per stare su un terreno concreto, vorremmo, inoltre, avere informazioni della nuova TAC, la cui installazione era stata promessa per il mese di maggio scorso, ma di cui non si è avuto più notizia.
Rimaniamo fiduciosi in attesa di risposta
Comitato per il diritto alla salute della Provincia di Oristano.

