Si chiude Trìgu, il Festival della Filosofia. A Villaurbana la scienza incontra la meraviglia
Si è chiusa a Villaurbana la seconda edizione di “Trìgu. Festival della Filosofia”, dedicata ad Antioco Zucca e al tema “Seminare il pensiero. Raccogliere il futuro”. Il borgo conferma la propria scelta culturale: fare del pensiero un gesto civile, un atto quotidiano, un modo concreto di abitare il tempo e di costruire futuro.
Chi ha attraversato questi giorni ha incontrato non solo un programma di eventi, ma un orizzonte educativo. Trìgu ha riportato al centro la lezione di Antioco Zucca, “materialista inquieto”, pensatore dell’infinito e del rapporto tra individuo e universo. Il suo invito a non accontentarsi di risposte chiuse, a tenere insieme ragione e stupore, scienza e domanda di senso, è diventato la trama del Festival. Pensare, per Zucca, non è privilegio di pochi, ma responsabilità di tutti: un esercizio critico che educa alla libertà, alla partecipazione, alla cura del bene comune.
La comunità di Villaurbana ha scelto di partire dalle proprie radici per aprirsi al mondo. Nelle piazze, nei cortili, nella Casa del Pane, nei luoghi della memoria e della natura, il pensiero è nato dalla realtà: dal lavoro, dalla terra, dalla storia, dalle relazioni. La semina non è rimasta metafora, ma si è fatta impegno: coltivare conoscenza, legalità, capacità critica, solidarietà civile. Ogni incontro ha mostrato che un piccolo borgo può parlare all’universo, che da un luogo periferico può nascere una riflessione capace di toccare temi globali, che le radici non chiudono ma aprono.
La presenza di Antonio Ingroia e il dialogo con Sabrina Sanna hanno riportato la legalità nel cuore della vita democratica, come seme di responsabilità che matura nel tempo. La lectio di Maurizio Ferraris, moderata da Simona Scioni, ha attraversato la crisi del presente, la società digitale, l’intelligenza artificiale, restituendo alla filosofia il suo ruolo di esercizio del dubbio e di interpretazione della complessità. Gli appuntamenti esperienziali di Gabriella Sechi e Antonio Muntoni hanno ricordato che il pensiero nasce anche dal corpo, dal respiro, dal rapporto con la natura. Il convegno sul patrimonio archeologico con Riccardo Locci e Maura Vargiu ha mostrato come la memoria materiale e immateriale della Sardegna sia un seme che continua a germogliare. La musica dell’Accademia della Sardegna, il racconto di Flavio Soriga, il concerto finale del Maestro Luca Piana hanno dato forma all’armonia come modo di pensare insieme, di ascoltarsi, di riconoscersi.
La chiusura con Vincenzo Schettini, amatissimo dai giovani, ha portato nel Festival l’infinito della meraviglia scientifica. Nel dialogo moderato da Simona Scioni, la fisica è diventata linguaggio accessibile, campo aperto, strumento per orientarsi nel mondo. Schettini ha mostrato che educare non significa consegnare certezze prefabbricate, ma accompagnare le nuove generazioni dentro la complessità, insegnando loro a fare domande, a non fermarsi alla superficie, a vedere nella conoscenza una forma di libertà. È la stessa linea che attraversa il pensiero di Zucca: educare al dubbio, alla curiosità, alla responsabilità, unire scienza e meraviglia davanti all’infinito.

La seconda edizione di Trìgu. Festival della Filosofia nasce all’interno del progetto TRIGU –

