81 milioni a rischio. Gal sardi pronti alla mobilitazione contro la Regione

I Gal sardi denunciano l’immobilismo della Regione Sardegna sulla spendita dei finanziamenti e annunciano una mobilitazione del mondo rurale, qualora non abbiano risposte immediate dai vertici della politica sarda. A causa di farraginosi meccanismi burocratici, che rendono sempre più difficile la partecipazione ai bandi europei, si rischia di perdere importanti risorse per le aree svantaggiate della Sardegna.

I presidenti dei 17 Gal sardi ne hanno discusso durante una riunione dell’Assogal, che si è tenuta proprio a Cagliari in consiglio regionale. “Il sistema di spesa si blocca su procedure e sistemi informatici non idonei, su strumenti di controllo vecchi e ripetitivi, su responsabilità poco chiare che vengono rimbalzate tra assessorati, agenzie regionali e territori – fanno sapere, attraverso un documento unitario, i presidenti-. Nonostante le ripetute segnalazioni dall’Associazione dei Gal in questi ultimi sei anni e le ammonizioni da parte della Commissione Europea nell’ultimo Comitato di Sorveglianza per la mancanza di tavoli di concertazione con i GAL, nessuna risposta è pervenuta dalla politica regionale, né si sono trovate soluzioni alle complicanze burocratiche che stanno penalizzando territori poveri, con la popolazione che abbandona gli ultimi centri dell’interno”.

Il silenzio della Regione Sardegna rischia di impedire la spesa di ben 81 milioni, attribuiti ai 17 Gal sardi nell’attuale programmazione 2014-2022. Inoltre, nessun tavolo di concertazione è stato aperto ai GAL per il nuovo settennato di programmazione, contrariamente a quanto stabilito dal Piano Strategico Nazionale e dalle direttive comunitarie. Durante la riunione a Cagliari, è stata ricordata la funzione dei Gal, “che non rispondono a interessi di tipo privatistico, ma costruiscono azioni che si rivolgono a interessi collettivi, che riguardano 283 comuni e una popolazione di circa 550.000 abitanti”.

Per questo motivo, il loro finanziamento è determinato da un regolamento comunitario del 2013. I GAL rappresentano, nella strategia regionale di sviluppo, gli organismi preposti a “governare” e a partecipare allo sviluppo delle zone interne della Sardegna, attraverso azioni capaci di integrare con sinergia tutti i settori economici presenti nelle aree marginali isolane: per questo la Giunta Regionale ha deciso di riconoscergli il ruolo di Agenzie di Sviluppo. I GAL Sardi in questa programmazione, in forza delle proprie strategie e delle proprie competenze, hanno attuato progetti a valere su tutti i fondi comunitari: il Fondo Sociale Europeo, il Fondo di Sviluppo Regionale e il Fondo di Sviluppo Rurale, integrandone obiettivi e risultati. “Nonostante i regolamenti comunitari continuino da ormai 30 anni a considerare l’approccio LEADER-CLLD strategico per le aree interne di tutta l’Europa e a considerare i GAL tra i pochi organismi intermedi in grado di attuare politiche di sviluppo, i Piani di Azione dei GAL stentano a raggiungere un buon livello di spesa” fa sapere l’Assogal. Per questi motivi, le comunità rurali rappresentate dai Gal sardi stanno calendarizzando una serie di incontri politici con l’assessorato regionale all’agricoltura, con le commissioni consiliari, con i gruppi consiliari, con l’assessorato alla programmazione e con la presidenza della giunta regionale. “Qualora le risposte non pervengano con dovuta celerità, organizzeremo una mobilitazione del mondo rurale della Sardegna, da svolgersi a Cagliari entro il mese di Novembre” – dichiarano i 17 presidenti dei Gal.

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