Porticciolo di Torregrande, no ai ricorsi dei diportisti. E arriva il via libera per il dragaggio
Due importanti verdetti della giustizia amministrativa confermano la linea adottata dalla Regione e dalle Marine Oristanesi sulla gestione del porticciolo turistico di Torregrande. La settima sezione del Consiglio di Stato ha respinto l’appello di otto titolari di posti barca, che chiedevano l’annullamento dell’ordinanza di sgombero firmata da Marine Oristanesi per consentire i lavori di messa in sicurezza dello scalo. Per i giudici, non sussiste un pericolo imminente di danno grave e irreparabile: la richiesta cautelare è stata respinta e gli appellanti dovranno farsi carico di 1.500 euro di spese processuali.
Nel frattempo, anche il Tar Sardegna ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da dieci diportisti contro la proroga, disposta dalla Regione fino al 30 settembre 2027, delle concessioni demaniali per uso turistico-ricreativo. Secondo il tribunale amministrativo, i ricorrenti non avevano legittimazione a chiedere l’annullamento della proroga, che riguardava anche il porto di Torregrande.
Anche in questo caso, i ricorrenti dovranno pagare 1.500 euro di spese legali alla Regione e alla società che gestisce il porticciolo.
La replica di un diportista.
Sull’argomento è intervenuto uno dei diportisti coinvolti, con una lettera firmata indirizzata alla nostra redazione. Il diportista contesta la ricostruzione secondo cui Marine Oristanesi avrebbe emesso un’ordinanza di sgombero, sottolineando che «non esiste, né potrebbe esistere, un simile provvedimento da parte di un soggetto privato, privo dei poteri per disporre atti di competenza delle Autorità come la Capitaneria di Porto o il Giudice del Tribunale». Precisa inoltre che il ricorso al Consiglio di Stato mirava unicamente a ottenere un contratto di ormeggio negato, attraverso un provvedimento provvisorio e urgente. La richiesta non è stata accolta, ma la causa proseguirà con le normali procedure.
Nel frattempo, sul fronte delle opere, è arrivato l’atteso via libera alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il dragaggio dell’ingresso del porto. Un intervento strategico che permetterà l’accesso anche a imbarcazioni di dimensioni maggiori, superando i limiti attuali dovuti ai bassi fondali.

