All’alba la corsa della fede. Is curridoris nurachesi hanno raggiunto San Giovanni di Sinis portando Sant’Agostino

Hanno corso con il cuore prima ancora che con le gambe. All’alba di oggi, 27 agosto, Nurachi si è svegliata al passo dei canti e delle preghiere: is curridoris, più di cento uomini vestiti di bianco e rosso, sono partiti dalla chiesa di San Giovanni Battista per accompagnare il simulacro di Sant’Agostino verso la chiesa paleocristiana di San Giovanni di Sinis.

La partenza all’alba da Nurachi

Una corsa lunga venti chilometri, spinta dal voto, dalla fede e da una tradizione che resiste da secoli. Davanti, la portantina che custodisce il santo, coperta dal drappo bianco durante la corsa, dietro il suono delle launeddas e le voci dei fedeli in preghiera.

Momenti intensi, che hanno attraversato anche il centro di Cabras, dove il simulacro è stato accolto in processione tra devozione e silenzio carico di emozione.

Poco dopo le 8, il corteo ha raggiunto la borgata marina di San Giovanni di Sinis: qui, il bianco delle vesti si è mescolato all’azzurro del mare e al profumo di salsedine, in uno scenario che è rito e identità insieme. Nella chiesa che guarda le rovine di Tharros, i vespri e la Messa hanno suggellato una giornata che resterà nel cuore dei fedeli.

La corsa di Sant’Agostino è molto più di un percorso: è un legame che unisce generazioni, un atto di fede che racconta la storia di un popolo e il suo desiderio di custodire le proprie radici. E oggi, ancora una volta, il voto è stato sciolto, nel segno della tradizione.

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