Ollastra, la Fiera di San Marco capitale della zootecnia sarda. Il 25 aprile la grande mostra del bestiame

Ollastra si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi del calendario rurale sardo. La Fiera di San Marco, storica mostra mercato del bestiame, apre ufficialmente le sue porte con un programma che intreccia zootecnia, formazione, innovazione e valorizzazione delle produzioni locali, confermandosi punto di riferimento per il comparto agricolo e allevatoriale dell’isola.

L’inaugurazione ĆØ fissata per sabato 25 aprile alle ore 9:30, con il tradizionale taglio del nastro all’ingresso dell’area fieristica. A seguire, la visita istituzionale agli stand e agli spazi espositivi segnerĆ  l’avvio operativo della manifestazione, che ospita la Mostra regionale delle razze autoctone, il VI Concorso nazionale ovini e caprini iscritti al libro genealogico e il I Concorso del cavallo sardo, oltre alla mostra bovina ed equina e alla rassegna agroalimentare.

Un momento che, nelle intenzioni degli organizzatori, restituisce alla Fiera la sua funzione originaria: non solo esposizione commerciale, ma luogo di incontro reale tra istituzioni, allevatori, imprese e comunitĆ  rurali. Le autoritĆ  e i rappresentanti delle categorie agricole incontreranno gli operatori, visitando gli stand e avviando un confronto diretto con il tessuto produttivo presente.

Il cuore economico: il bestiame e la filiera rurale. Al centro della manifestazione resta il comparto zootecnico, con particolare attenzione alle razze autoctone sarde e ai sistemi di allevamento legati al territorio. Accanto agli animali, spazio anche alla rassegna agroalimentare, alle attrezzature zootecniche e alle innovazioni tecnologiche applicate al mondo agricolo.

La Fiera si conferma cosƬ non solo vetrina, ma anche piattaforma economica strategica per il Campidano centrale e per l’intera Sardegna rurale, capace di mettere in rete produttori, trasformatori e consumatori in un unico ecosistema.

A completare il quadro, ĆØ prevista una degustazione dei prodotti tipici del territorio, con eccellenze provenienti da tutta l’isola e dai comuni limitrofi, rafforzando la dimensione identitaria e produttiva dell’evento.

Due tavole rotonde aprono il confronto: giovani, lavoro e futuro dell’agricoltura. Ad anticipare l’apertura della Fiera, si sono svolte due tavole rotonde che hanno giĆ  acceso il dibattito sui temi strategici del comparto.Il primo incontro, ospitato nell’Aula Consiliare di Ollastra e dedicato a giovani e lavoro in agricoltura e zootecnia, ha messo a confronto imprese, associazioni di categoria, mondo accademico e istituzioni. Al centro del dibattito le difficoltĆ  strutturali del settore, nonostante la presenza di importanti risorse pubbliche, e la necessitĆ  di rendere realmente accessibile il lavoro agricolo alle nuove generazioni.

Emerso con forza il tema della sburocratizzazione, considerata condizione indispensabile per favorire il ricambio generazionale. Le organizzazioni agricole hanno denunciato ritardi e complessitĆ  procedurali che, in alcuni casi, arrivano a bloccare per anni l’accesso ai finanziamenti.

Le istituzioni regionali hanno annunciato nuovi interventi per circa 200 milioni di euro, sottolineando però la necessità di strumenti più rapidi e chiari per evitare che le risorse restino inefficaci nella pratica.

Nel suo intervento, il Sindaco di Ollastra Osvaldo Congiu ha richiamato la necessitĆ  di una visione condivisa tra amministrazioni e imprese, fondata su cooperazione e non su contrapposizione, in un territorio segnato da anni da fenomeni di spopolamento.

Il Sindaco di Ollastra, Osvaldo Congiu

Artigianato rurale e restanza: la seconda tavola rotonda. Il secondo appuntamento, dedicato a giovani e artigianato rurale, ha approfondito il ruolo delle filiere locali come motore di sviluppo economico sostenibile. ƈ emersa una visione dell’artigianato non come settore marginale, ma come infrastruttura produttiva resiliente, capace di integrare innovazione, digitalizzazione e sostenibilitĆ .In questo contesto, la ā€œrestanzaā€ assume il significato di scelta strategica: non semplice permanenza nei territori, ma costruzione di nuove opportunitĆ  economiche legate ai saperi locali.

La Fiera come luogo di formazione: gli studenti di Agraria in campo. Una delle novitĆ  dell’edizione 2026 ĆØ la presenza degli studenti dell’UniversitĆ  di Sassari, coordinati dal professor Alberto Atzori e supportati dall’Associazione Studenti Agraria.

Gli universitari avranno un doppio ruolo: da un lato accompagnare i visitatori con un supporto scientifico nella lettura delle razze presenti in Fiera, dall’altro affiancare gli operatori aziendali in un percorso di scambio formativo diretto. Un modello che trasforma la Fiera in un vero laboratorio didattico all’aperto.

Il Distretto Rurale del Giudicato di Arborea: rete e sviluppo. Presente fino al 26 aprile anche il Distretto Rurale del Giudicato di Arborea, con uno stand informativo e le aziende della propria rete.

Il presidente Pietro Paolo ErbƬ ha definito la Fiera “un appuntamento strategico di rilievo provinciale e regionale, capace di unire tradizione e innovazione e di rafforzare il confronto sul tema del passaggio generazionale”. La coordinatrice Eleonora Marongiu ha invece sottolineato come la partecipazione rappresenti “un’opportunitĆ  concreta per le aziende del Distretto, sia in termini di visibilitĆ  che di commercializzazione dei prodotti, all’interno di una rete di collaborazione che punta alla crescita del territorio”.

Una Fiera che guarda oltre la mostra mercato. La Fiera di San Marco 2026 si presenta dunque come molto più di una mostra del bestiame. ƈ un luogo di confronto economico e culturale, dove zootecnia, ricerca, formazione e politiche di sviluppo si intrecciano in un’unica narrazione.

Ollastra torna a essere uno dei centri nevralgici della Sardegna rurale: non solo vetrina delle eccellenze, ma laboratorio aperto sul futuro del mondo agricolo e delle sue comunitĆ .

Condividi questa notizia: