Porti, concessioni e sicurezza in mare. Coordinamento diportisti oristanesi incalza gli enti locali

Con richieste precise e indirizzate agli enti locali e alla Regione, si è aperta l’attività del nuovo Coordinamento delle Associazioni dei diportisti e degli amici del mare, che chiede interventi urgenti su porti, infrastrutture nautiche e concessioni demaniali per colmare il grave ritardo che penalizza la costa occidentale della Sardegna e, in particolare, la Provincia di Oristano.

La riunione insediativa del Coordinamento si è tenuta ieri, 24 febbraio 2026, e ha avuto un taglio operativo. Nel corso dell’incontro sono state definite le regole di funzionamento dell’organismo, che opererà in rappresentanza delle associazioni del territorio provinciale, e si è deciso di avviare il percorso per la creazione di un coordinamento regionale delle associazioni dei diportisti e degli amici del mare.

Le richieste: infrastrutture portuali moderne e sicure. Al centro della piattaforma rivendicativa, che sarà portata al confronto con le istituzioni locali e con la Regione Autonoma della Sardegna, vi è la necessità di realizzare una moderna ed efficiente rete di porti turistici e per la pesca professionale. Il Coordinamento chiede la completa ristrutturazione e l’ammodernamento dei porti esistenti, spesso giudicati inadeguati e fatiscenti, affinché siano dotati di servizi tecnologicamente avanzati per la nautica da diporto e professionale.

Secondo le associazioni, i porti devono diventare veri e propri poli di sviluppo, capaci di ospitare strutture commerciali, artigianali e di servizio, con ricadute positive sull’occupazione e sull’economia dell’intero territorio. Da qui la richiesta, definita “ferma”, di colmare in tempi brevi il divario infrastrutturale che colpisce la provincia di Oristano e l’intera costa occidentale dell’Isola.

Sicurezza della navigazione e nuovi approdi. Un altro nodo centrale riguarda la sicurezza in mare. La costa occidentale della Sardegna, ricordano i diportisti, è la più esposta alle mareggiate e quella con il minor numero di ripari naturali. Per questo il Coordinamento ritiene urgente la realizzazione di ripari artificiali, indispensabili per rendere più sicura la navigazione costiera.

La piattaforma include inoltre la richiesta di nuovi scali di alaggio, porti a secco e campi boe per lo stazionamento e l’ormeggio di imbarcazioni di diverso tonnellaggio. Senza un sistema portuale adeguato e servizi efficienti alla nautica, sottolineano le associazioni, diventa difficile immaginare uno sviluppo turistico costiero stabile, capace di fungere da volano anche per le zone interne.

Servitù militari e coinvolgimento degli operatori. Tra i temi più sensibili per diportisti e professionisti del mare vi è quello delle servitù militari. Il Coordinamento chiede che la gestione delle aree e dei vincoli militari trovi un equilibrio più equo, capace di tenere conto in modo tempestivo delle legittime esigenze della società civile e delle attività economiche.

Nel prosieguo delle iniziative, l’organismo intende coinvolgere pienamente operatori economici, commercianti, artigiani e pescatori professionali, insieme alle rispettive associazioni di categoria, per rafforzare il fronte delle richieste.

Concessioni demaniali: l’urgenza del 2027. Capitolo cruciale è infine quello delle concessioni demaniali, in scadenza nel 2027. Secondo il Coordinamento, il ritardo accumulato dalla Regione nella gestione dei rinnovi rischia di penalizzare gravemente operatori e associazioni, fino a comprometterne la sopravvivenza. Una cattiva gestione della partita, avvertono, potrebbe avere effetti irreparabili sull’intero comparto.

Le associazioni chiedono quindi alla Giunta regionale un’attenzione urgente e sottolineano il ruolo sociale svolto dal mondo associativo, che spesso garantisce servizi alla collettività grazie ai contributi diretti dei soci. Proprio per questo, concludono, le associazioni non possono essere trattate come operatori economici a fini di lucro e non devono essere gravate dagli stessi oneri concessori

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