“La Resistenza che non c’è sui libri”. Successo a Uras per la Festa della Liberazione

Una celebrazione del 25 aprile che esce dagli schemi istituzionali e torna tra la gente, nei luoghi della memoria condivisa. È questo il senso dell’incontro “La Resistenza che non c’è sui libri”, ospitato mercoledì 29 aprile nella sede della Fondazione Berlinguer di Uras. Oltre sessanta partecipanti hanno preso parte a una serata intensa, costruita su un intreccio di racconti, testimonianze e riflessioni capaci di restituire alla Liberazione il suo volto più autentico e popolare.

Promosso dalla Scuola del Popolo, dalla sezione locale dell’ANPPIA di Guspini e dall’Auser di Uras, l’appuntamento – moderato da Alessandra Corongiu – ha proposto un approccio “dal basso” alla storia della Resistenza. Non una narrazione fatta di grandi nomi o date simboliche, ma di esperienze quotidiane, gesti silenziosi e scelte individuali che, sommate, hanno costruito un movimento collettivo. Un’impostazione che richiama il lavoro di studiosi come Carlo Ginzburg e Alessandro Portelli, da sempre attenti al valore delle microstorie e della memoria orale.

Nel corso del dibattito è emersa con forza la necessità di difendere la verità storica da ogni tentativo di manipolazione, evocando il rischio di un “Ministero della Verità” teorizzato da George Orwell. La Resistenza, è stato ribadito, non appartiene solo ai protagonisti noti, ma a una moltitudine di persone comuni che scelsero, in modi diversi, di opporsi al regime.

Tra i relatori, il professor Lorenzo Di Biase ha riportato alla luce la vicenda di don Giua, sacerdote sardo mandato al confino per aver pronunciato la parola “pace” durante un’omelia in pieno ventennio fascista. Il professor Franco Sonis ha invece aperto gli archivi storici del Comune di Uras, restituendo al pubblico volti e storie del paese sotto il regime. A completare il confronto gli interventi di Ivo Vacca, del presidente regionale dell’ANPPIA Alberto Bocchetta, del segretario della sezione di Guspini Paolo Concas e di Gianni Piras per la Fondazione Berlinguer.

La stampa clandestina della Resistenza

Momento particolarmente toccante quello delle letture ad alta voce, affidate alle volontarie dell’Auser e della Scuola del Popolo, che hanno dato voce a brani tratti da ricerche storiche e testimonianze locali, restituendo frammenti vivi e spesso commoventi della memoria del territorio.

Ad arricchire la serata, una mostra di sessanta testate della stampa clandestina della Resistenza, curata dalla sezione ANPPIA di Guspini: giornali stampati di nascosto e diffusi a rischio della vita, affiancati da pannelli esplicativi che ne contestualizzano il valore storico. Un allestimento capace di immergere i visitatori nel clima di quegli anni e nel coraggio quotidiano di chi lottava per la libertà.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre costituito il “Tavolo della Resistenza”, spazio simbolico e operativo per la trasmissione della memoria, accompagnato dalla donazione di libri ai partecipanti, a sottolineare il valore condiviso della conoscenza.

La mostra resta visitabile anche oggi, giovedì 30 aprile, dalle 17:30, offrendo un’ulteriore occasione di approfondimento alla vigilia della Festa dei Lavoratori.

La serata si è chiusa in un clima conviviale, con pizza e vino condivisi dai presenti: un finale semplice ma coerente con lo spirito dell’iniziativa, che ha trasformato un momento culturale in una vera festa popolare.

In un contesto nazionale in cui il dibattito sulla Liberazione appare sempre più polarizzato, esperienze come quella di Uras dimostrano come la memoria possa ancora essere terreno di incontro, partecipazione e consapevolezza civile.

Condividi questa notizia: