In 13 mila per Monumenti Aperti. Oristano celebra il suo patrimonio storico

Grande successo a Oristano per l’edizione 2026 di Monumenti Aperti. Almeno 13 mila i visitatori che, nell’ultimo fine settimana, hanno affollato i 29 siti culturali inseriti nel programma cittadino della manifestazione. Un risultato importante, solo parzialmente condizionato dal maltempo.Per due giorni il centro storico e i principali monumenti cittadini si sono trasformati in un grande itinerario culturale diffuso, animato da visite guidate, musica, teatro, mostre ed eventi collaterali che hanno richiamato cittadini, turisti e appassionati.

A rendere possibile la manifestazione è stato anche il contributo dei volontari: circa un migliaio tra appartenenti ad associazioni culturali e studenti di decine di classi delle scuole cittadine, protagonisti nell’accoglienza e nell’accompagnamento dei visitatori alla scoperta dei monumenti e dei siti culturali.

Le 13 mila visite, certificate anche dalle firme sui registri, testimoniano il successo e l’interesse che la formula di Monumenti Aperti continua a suscitare, favorendo la scoperta dei tesori culturali della città. Tra i siti più visitati: il Museo Diocesano Arborense con 820 presenze, le Tombe bizantine con 780, la Torre di San Cristoforo con 709, Palazzo Campus Colonna con 600, il Seminario Tridentino con 550 e il Centro di documentazione e studio sulla Sartiglia con 500 visitatori.

Molto partecipate anche le visite al Monastero delle Cappuccine, alla sede del Gremio dei Falegnami, alla Chiesa e chiostro del Carmine e all’Archivio storico comunale.

Grande successo anche per il programma degli eventi collaterali, in particolare per gli appuntamenti musicali ospitati nei monumenti e negli spazi storici cittadini, con le esibizioni degli studenti delle scuole secondarie di primo grado, della Scuola civica di musica, della Polifonica Arborense, della Banda Santa Cecilia e del Coro Città di Oristano.

Apprezzate anche le performance teatrali di Kainothomia delle Ombre e le mostre allestite nei palazzi storici cittadini tra cui quelle di Palazzo degli Scolopi: “La prima fotografia in città di Achille Parnicich”, a cura della Fondazione Oristano e di Stefano Orrù, e “Una storia dell’Ottocento”, a cura della Fondazione Oristano, con le immagini ottocentesche della collezione di Paolo Manni, che raccontano l’Oristano dell’Ottocento, le sue trasformazioni e il ruolo della famiglia Spano. Molto apprezzata anche la performance di Francesca e Antonello Perseu che, attraverso abiti, danze, gesti e atmosfere d’altri tempi, hanno raccontato un frammento di storia ottocentesca.

“Monumenti Aperti si conferma uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati della vita culturale cittadina – osserva il Sindaco Massimiliano Sanna –. I numeri registrati, nonostante il meteo non favorevole, dimostrano quanto sia forte l’interesse verso il patrimonio storico e identitario di Oristano. Il merito è soprattutto dei tanti volontari, delle scuole, delle associazioni e degli operatori culturali che hanno lavorato con entusiasmo e competenza. Da anni collaborano e rendono possibile l’organizzazione di una manifestazione che suscita sempre grande interesse e ne determinano il successo”.

“Questa edizione ha saputo unire valorizzazione dei monumenti e partecipazione collettiva – aggiunge l’Assessore alla Cultura e al Turismo Simone Prevete –. L’integrazione tra visite, musica, teatro e mostre ha trasformato Monumenti Aperti in una grande esperienza culturale diffusa, capace di coinvolgere pubblici diversi e raccontare la città in modo originale e dinamico. È stata una grande occasione di promozione per una città che ha tanto da offrire dal punto di vista culturale, artistico e monumentale”.

Dal 2008 Monumenti Aperti riceve la Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana.

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