
Consorzio di Bonifica dell’oristanese. Taglio del 25% ai tributi irrigui per il 2026
Una riduzione straordinaria del 25% dei tributi irrigui per sostenere le aziende agricole dell’oristanese, alle prese con una stagione particolarmente difficile. È la decisione assunta dal consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese con la deliberazione del 22 settembre, accogliendo la richiesta avanzata da Coldiretti e Confagricoltura.
La richiesta era stata presentata durante la riunione del 2 settembre nella sede del Consorzio, alla presenza dei presidenti e dei direttori provinciali delle due organizzazioni agricole. Al centro dell’incontro le difficoltà del comparto, aggravate quest’anno dalle altissime temperature e dalle eccezionali condizioni climatiche, che hanno determinato una significativa riduzione della produzione lorda vendibile agricola e conseguenti danni economici per le aziende.
Una situazione che si somma all’aumento dei costi delle materie prime, dell’energia, dei trasporti e degli altri fattori produttivi, oltre all’instabilità dei mercati. Coldiretti e Confagricoltura avevano quindi chiesto al presidente del Consorzio, Carlo Corrias, di valutare un contenimento dei costi irrigui come misura di sostegno alle imprese.
Il consiglio di amministrazione ha valutato le possibilità economiche dell’Ente e le economie di scala ottenute attraverso le scelte gestionali adottate negli ultimi anni, arrivando così alla decisione di applicare per il 2026 la riduzione del 25%.

“I problemi del mondo agricolo sono al centro dell’attenzione dell’amministrazione consortile – sottolinea il presidente Corrias -. Le soluzioni strutturali alle difficoltà del comparto devono essere affrontate dagli organismi di governo comunitari, statali e regionali. Il Consorzio – aggiunge -, vuole comunque fare la propria parte con un contributo concreto, anche come stimolo per gli altri soggetti istituzionali”.
Corrias precisa infine che la riduzione deve essere considerata una misura “assolutamente straordinaria”, limitata all’anno 2026 e motivata dalla particolare situazione di sofferenza attraversata dal mondo agricolo.
