“Abbiamo fatto squadra, facciamo 21”. Che bello il camp integrato di basket, che va oltre lo sport

Riparte con un Camp integrato di basket il progetto Abbiamo fatto squadra, facciamo 21, nato nel 2019, da svolgere nell’arco di due anni e che, purtroppo come tante altre iniziative, era stato interrotto nel marzo 2020. Un progetto importante, realizzato nell’ambito del bando OSO – Ogni Sport Oltre (la comunità digitale che avvicina le persone con disabilità allo sport, perché lo sport sia davvero un’opportunità per tutti), promosso da Fondazione Vodafone Italia, e nato dalla condivisione di un esteso gruppo di associazioni come l’Atletico AIPD Oristano (la società nata all’interno dell’Associazione Italiana Persone Down, capofila del progetto), la Saab basket Terralba, l’Azzurra basket Oristano, l’Aurora basket Cagliari, la FISDIR Regione Sardegna, il CONI Sardegna e il Comune di Oristano.

Attraverso il coinvolgimento degli atleti delle società e dei cestisti Down, questo gruppo era riuscito, fino a poco prima del lockdown, a organizzare sei delle 15 giornate di basket previsti in vari comuni, e scuole, della Sardegna. Il Camp integrato di basket si svolgerà ad Arborea presso i Salesiani di Don Bosco dal 19 al 25 luglio, coinvolgendo 32 atleti di cui 11 con la sindrome di Down. Una nuova opportunità per riprendere le relazioni, lavorare insieme nell’ottica dell’inclusione e della promozione dello sport. Una settimana per stare insieme, attraverso momenti di gioco libero, serate ricreative, uscite al mare; ma anche per migliorare le abilità sportive grazie ad attività, esercizi, tornei di basket.

Un’occasione per crescere e migliorare l’autonomia personale, per vivere la responsabilità degli spazi condivisi e dei momenti comuni, per restituire alle persone con disabilità il loro ruolo da protagonisti all’interno della comunità locale, spiega il coordinatore del Progetto, Massimo Serra, che insieme allo staff composto da un direttore tecnico, da istruttori, assistenti ed educatori, hanno rimodulato il progetto iniziale adattandolo alle esigenze dettate dalla nuova situazione. Una mini vacanza, una settimana in cui gli atleti in età compresa tra i 12 e i 15/16 anni, seguiti dallo staff, giorno per giorno, si confronteranno con una tematica differente: l’accoglienza, lo spazio e il tempo, il corpo, la squadra, il gioco, la prontezza, in una significativa relazione tra la pratica sportiva del basket e la vita relazionale, racconta Massimo che con passione e impegno spiega la necessità di trasformare in opportunità ciò che la pandemia ha determinato.

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