Amianto, associazione ex esposti: “Dalla Regione 11,3 milioni, ma serve un piano Sardegna anno zero”
La variazione di bilancio approvata dal Governo regionale, che destina complessivamente 11,3 milioni di euro anche a interventi legati alla bonifica dell’amianto, riaccende l’attenzione su una delle emergenze sanitarie e ambientali più delicate della Sardegna.
A intervenire è l’Associazione regionale ex esposti amianto della Sardegna, presieduta da Giampaolo Lilliu, che giudica positivamente lo stanziamento delle risorse, ma chiede alla Regione un cambio di passo nella programmazione degli interventi.
“Ancora una volta – sottolinea Lilliu – prendiamo atto che si decida di stanziare risorse economiche, senza avere svolto un censimento utile a conoscere l’entità della presenza delle varie tipologie di manufatti in amianto presenti in Sardegna”.
Per gli ex esposti, conoscere quantità, tipologia e condizioni dei manufatti sarebbe indispensabile per stabilire le priorità e intervenire sulle situazioni maggiormente critiche. “Se non si conosce il nemico non si può sconfiggerlo” – è la sintesi scelta dall’associazione.
Da anni l’Associazione regionale ex esposti amianto chiede un piano straordinario di medio e lungo periodo, ribattezzato “Sardegna amianto anno zero”, che affronti in maniera organica quella che viene definita una vera emergenza sanitaria e ambientale.
Secondo l’associazione, il problema riguarda una parte consistente del patrimonio edilizio dell’Isola: circa il 60% delle abitazioni dei sardi presenterebbe diverse tipologie di manufatti contenenti amianto.

A questo si aggiunge la situazione delle aree industriali, dove la presenza della fibra killer interessa strutture ancora in attività e siti dimessi. Particolare attenzione viene richiamata anche per gli immobili pubblici e quelli destinati a uso pubblico: scuole, strutture sportive, palazzetti dello sport, uffici pubblici, ospedali e altre strutture sanitarie. Un patrimonio sul quale, secondo l’associazione, occorre intervenire con una precisa mappatura e una programmazione pluriennale.
Lilliu richiama inoltre l’attenzione sull’impatto sanitario dell’esposizione all’amianto. “Sono in aumento i dati di persone che denunciano patologie correlate all’amianto e sono inoltre in aumento i decessi di cittadini che hanno avuto esposizione ambientale alla fibra killer aerodispersa senza mai avere lavorato in settori a rischio”. L’associazione sceglie volutamente di non indicare numeri, “in quanto stiamo parlando di persone”.
Un altro nodo riguarda la burocrazia. Secondo gli ex esposti, le procedure per accedere agli incentivi destinati alla bonifica delle abitazioni possono rappresentare un ostacolo per i cittadini. A questo si aggiungono i tempi che intercorrono tra l’annuncio delle risorse destinate alle Province e l’effettiva disponibilità dei fondi.
L’associazione pone poi il problema dei costi di conferimento dei materiali contenenti amianto nelle discariche autorizzate. Da tempo viene chiesto alla Regione di avviare un percorso di ricerca, coinvolgendo le università sarde, per individuare modalità alternative di trattamento, tra cui l’inertizzazione, anche alla luce degli indirizzi europei e nazionali.
Nel documento viene richiamata anche la legge regionale 22 del 2005, fortemente voluta dall’associazione, che secondo gli ex esposti sarebbe rimasta in larga parte inapplicata. Tra le disposizioni viene ricordata la previsione di una conferenza regionale annuale sull’amianto: dal 2005, sostiene l’associazione, ne sarebbe stata organizzata una sola, nel 2014 a Oristano, indicata come città simbolo della lotta alla fibra killer.
Da qui la richiesta agli assessorati regionali all’Ambiente e alla Sanità di convocare una nuova Conferenza regionale amianto, possibilmente proprio a Oristano.
Sul fronte degli incentivi, l’associazione chiede inoltre di modificare il bando regionale gestito attraverso le Province. In particolare, propone di portare al 100% l’incentivazione per i costi di bonifica e di aumentare la quota destinata al rifacimento delle coperture. L’obiettivo è rendere economicamente più conveniente per i cittadini intervenire e rimuovere definitivamente i manufatti contenenti amianto.
Per l’Associazione regionale ex esposti amianto, quindi, lo stanziamento di 11,3 milioni rappresenta un’opportunità, che deve però essere accompagnata da una programmazione precisa. “I provvedimenti finanziari da destinare alla bonifica dell’amianto devono essere previsti dopo un attento esame dell’attuale legislazione nazionale e regionale”, affinché le risorse “non restino sulla carta”, ma vengano concretamente utilizzate per affrontare quella che viene definita “la più importante fonte di rischio sanitario e ambientale in Sardegna”.
Infine, l’associazione rivolge una richiesta politica precisa alla Regione: istituire una commissione consiliare straordinaria dedicata al problema amianto, coinvolgendo in particolare gli assessorati all’Ambiente e alla Sanità. Un appello rivolto anche ai consiglieri regionali eletti nell’Oristanese, affinché sostengano la proposta e contribuiscano a riportare al centro dell’agenda regionale una questione che, secondo gli ex esposti, attende da anni una risposta strutturale.

