Cabras, sul centro per minori è scontro politico. Solinas attacca il Governo, Ledda replica al M5S

Il caso del centro per minori stranieri non accompagnati di Cabras diventa terreno di scontro politico. Da una parte il Movimento 5 Stelle, con il coordinatore regionale Alessandro Solinas, accusa il Governo Meloni “di aver lasciato la Sardegna sola nella gestione dell’immigrazione e delle conseguenze che ricadono sui territori” . Dall’altra Fratelli d’Italia, con il presidente del coordinamento provinciale di Oristano Salvatore Ledda, replica accusando i pentastellati “di essere arrivati a Cabras soltanto dopo l’esplosione del caso, trasformando l’emergenza in un’occasione di propaganda” .

Per Solinas, quanto accaduto a Cabras sarebbe la dimostrazione di un sistema che non funziona. Il Governo, secondo il coordinatore regionale del M5S, non riuscirebbe a governare né gli arrivi né ciò che accade successivamente, concentrando le persone in strutture considerate inadeguate e lasciando poi a Regione, Comuni, operatori, forze dell’ordine e cittadini il peso della gestione. Una situazione che, nella sua lettura, dimostrerebbe “l’isolamento della Sardegna anche sul fronte dell’immigrazione” .

Il riferimento è agli episodi segnalati nelle ultime settimane a Cabras, con denunce per furti, danneggiamenti, molestie, aggressioni e altri problemi legati alla sicurezza. Solinas considera significativo anche il fatto che, dopo le pressioni istituzionali e politiche, siano in corso trasferimenti di alcuni ospiti del centro. Un intervento che, secondo il M5S, confermerebbe che la situazione non poteva più essere ignorata: “Quando una struttura destinata all’accoglienza e alla tutela dei minori arriva a generare problemi di sicurezza per una comunità, lo Stato non sta garantendo adeguatamente né i cittadini né gli stessi ragazzi ospitati” dichiara il coordinatore regionale del M5S.

Da qui la richiesta di non scaricare sui sindaci e sui territori le conseguenze di una gestione nazionale considerata insufficiente. Solinas annuncia inoltre di aver interessato della questione i parlamentari del Movimento, con l’obiettivo di portare il caso direttamente a Roma.

Sul. Centro di Cabras arriva però la dura replica di Salvatore Ledda. Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia riconosce la gravità della situazione e la necessità di intervenire “quando una struttura non riesce più a garantire contemporaneamente la tutela dei minori e la sicurezza della comunità”.

Ma contesta al M5S il tempismo dell’iniziativa, sostenendo che il problema fosse noto da settimane a cittadini, amministratori e forze dell’ordine.

Secondo Ledda, il Movimento avrebbe scoperto soltanto ora “che sull’immigrazione non basta parlare di accoglienza, ma occorre governare gli ingressi, garantire la sicurezza, tutelare le comunità e impedire che le difficoltà vengano scaricate sui territori”.

L’accusa è che, una volta esploso il caso, i pentastellati abbiano individuato nel Governo Meloni il responsabile di ogni problema, trasformando Cabras in un nuovo terreno di scontro politico.

Ledda precisa però che nessuno, a suo giudizio, intende minimizzare quanto sta accadendo. “Se una struttura per minori non è più in grado di garantire sicurezza e tutela – sostiene -, bisogna intervenire e le istituzioni competenti lo stanno già facendo” .

La differenza, nella sua ricostruzione, sta nel modo di affrontare la situazione: una cosa è intervenire per risolvere un problema, un’altra è arrivare quando l’emergenza è già esplosa per intestarsi la protesta.

Il dirigente di FdI difende quindi l’azione del Governo sul fronte migratorio, ricordando le iniziative portate avanti a livello europeo sul controllo delle frontiere esterne, il contrasto agli ingressi irregolari e gli accordi con i Paesi di origine e transito, oltre alla necessità di fermare le partenze. E individua quella che considera una contraddizione nella posizione del M5S: “Per anni, quando Fratelli d’Italia denunciava il rischio che un’immigrazione non adeguatamente governata finisse per scaricare le proprie conseguenze sulle comunità locali, le posizioni del centrodestra venivano considerate troppo rigide. Oggi, gli stessi ambienti politici denunciano strutture sovraccariche, difficoltà di gestione, problemi di sicurezza e territori costretti a sostenerne il peso” – sostiene il presidente provinciale del partito.

Da qui la conclusione della replica: “Cabras ha bisogno di risposte concrete e non di una passerella politica. Perché stare accanto a un territorio quando c’è da risolvere un problema è politica.. Arrivarci quando c’è da sfruttare un problema è propaganda”.

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