Oristano, il tempo dei “fantini killer”. Alleanze, congiure e tradimenti nel centrodestra
Nel Palio di Siena esistono i cosiddetti fantini killer. Vengono ingaggiati non tanto per vincere, quanto per impedire che vinca la contrada rivale. È una metafora che descrive bene ciò che da tempo accade nella politica oristanese, dove troppo spesso il principale obiettivo sembra non essere costruire un progetto per la città, ma indebolire l’alleato più ingombrante o l’avversario interno.
I quattro anni di questa consiliatura raccontano proprio questo. Più che il confronto sui grandi temi, come sviluppo, urbanistica, turismo, servizi, sono state le dinamiche personali, i rapporti logorati, le rivalità e i regolamenti di conti a scandire la vita del Consiglio comunale. Una lunga partita fatta di alleanze mutevoli, congiure e tradimenti, nella quale i rapporti di forza cambiano continuamente in vista dell’unico vero obiettivo, che sono le elezioni comunali della prossima primavera.
L’ultimo episodio si è consumato ieri sera. Dopo la discussione di tre interpellanze, la consigliera di Sardegna 20Venti Valeria Carta ha lasciato l’aula, ufficialmente per motivi di lavoro. La sua uscita ha fatto venir meno il numero legale, impedendo alla maggioranza di approvare le tariffe Tari e costringendo il presidente del Consiglio a rinviare tutto alla seduta di giovedì.
Sul piano amministrativo cambia poco. Da giovedì, infatti, il centrodestra recupererà un consigliere con il subentro, nelle fila di Fratelli d’Italia, di Lorenzo Pusceddu al posto di Pino Carboni, assente da mesi per motivi di salute. I numeri, almeno sulla carta, torneranno sufficienti.
Quello che cambia è invece il quadro politico.
L’episodio certifica che gli equilibri della coalizione sono sempre più fragili. Fratelli d’Italia e Forza Italia vengono percepiti come i due partiti da isolare. Ecco perché attorno a loro si sta consolidando un asse formato da Udc, Psd’Az e Sardegna 20Venti, che punta a riequilibrare i rapporti di forza e a impedire che i due partiti maggiori possano dettare da soli tempi e candidature.
In questo scenario è soprattutto l’Udc a sentirsi oggi in una posizione di forza. I centristi ritengono di poter guidare la fase politica che porterà alle elezioni e, secondo indiscrezioni, non nascondono l’ambizione di esprimere addirittura il candidato Sindaco. Parallelamente lavorano per allargare il perimetro dell’alleanza, guardando anche a una parte del centrosinistra moderato, in particolare all’area dei Progressisti.
L’uscita dall’aula di Sardegna 20Venti potrebbe però avere conseguenze immediate. Venuto meno il ruolo decisivo del gruppo, che da domani perderà il peso determinante nei numeri della maggioranza grazie al subentro di Lorenzo Pusceddu, qualcuno nel centrodestra potrebbe chiedere un riequilibrio politico, fino ad arrivare a mettere in discussione la permanenza in Giunta dell’assessore Paolo Angioi.
Sarebbe però una scelta dagli effetti imprevedibili. Perché, se è vero che il voto di Sardegna 20Venti non sarà più indispensabile per mantenere il numero legale, è altrettanto vero che il patto politico con Udc e Psd’Az appare oggi più solido che mai. Toccare uno degli equilibri potrebbe trasformare una tensione in una crisi vera e propria.
Per questo motivo, almeno nell’immediato, prevale la prudenza. Difficile immaginare che qualcuno voglia assumersi la responsabilità di provocare una caduta anticipata dell’amministrazione, con il rischio di consegnare il Comune a un commissario già nel mese di agosto.
La sensazione, piuttosto, è che la resa dei conti sia soltanto rinviata. Il vero spartiacque potrebbe arrivare a dicembre, quando la campagna elettorale entrerà nel vivo e ogni forza politica sarà chiamata a scoprire definitivamente le proprie carte.
È allora che i “fantini killer” della politica oristanese potrebbero essere chiamati a entrare davvero in azione. Non per vincere una corsa, ma per decidere chi, all’interno del centrodestra, dovrà perderla.

