Oristano. Ospedale in difficoltà, ma la Regione tarda ad attivare hotspot e albergo Covid
Pronto Soccorso destinato ai pazienti Covid, costretto a destinare altrove le altre urgenze. Personale medico in affanno, costretto a turni massacranti per sopperire alle carenze di colleghi. Tamponi che vengono processati in grave ritardo.
È un quadro poco confortante, quello dell’ospedale San Martino di Oristano. E le soluzioni tardano ad arrivare, nonostante siano state annunciate una settimana fa: all’incontro tra Ats, Sindaco e Prefetto, il commissario Massimo Temussi aveva detto che entro poche ore sarebbe stato attivato l’hotspot dell’esercito. Un punto emergenziale, che serve a fare tamponi e, se possibile, processarli in tempi rapidi. Al Comune si chiede di mettere a disposizione un’area. Il Sindaco Andrea Lutzu ha pochi dubbi: escluso l’aeroporto, troppo distante dal centro abitato, la zona più idonea sembra lo Smart di Torangius. Ha diversi punti di entrata e uscita, ideale per la modalità “drive-in” (direttamente dall’auto) con cui vengono eseguiti i test. Ancora, però, mancano le indicazioni operative dell’Ats.

Stesso discorso per l’albergo Covid, che dovrebbe ospitare pazienti positivi che non necessitano di terapia intensiva. Servirebbe ad alleggerire il carico nel reparto del San Martino, che può ospitare solo 10 pazienti.
Dopo aver fatto il bando, l’Ats ha pubblicato l’elenco delle strutture idonee: ad Oristano, il Mistral 1. Sembrava questione di ore una settimana fa, ma in realtà tra i titolari dell’albergo e l’Ats il dialogo si è improvvisamente interrotto.

