
Planargia, la ZPS si allarga di quasi 40 mila ettari: “Ma senza regole e risorse per il controllo della fauna”
La Zona di Protezione Speciale “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta” si prepara a un ampliamento di quasi 40 mila ettari: dagli attuali 8.222 si passerebbe a circa 47.233 ettari, comprendendo per la prima volta in modo più esteso anche la componente marina. La proposta della Regione coinvolge Bosa, Suni, Montresta, Villanova Monteleone, Monteleone Rocca Doria, Padria, Mara e Alghero.
È proprio sulla gestione del territorio dopo l’ampliamento che interviene il consigliere regionale Emanuele Cera, con il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. “La tutela del Grifone e della biodiversità – sottolinea – non è in discussione, ma deve essere accompagnata da regole e strumenti capaci di governare anche le altre dinamiche dell’ecosistema”.
“Non possiamo limitarci a tracciare nuove linee sulla cartografia senza spiegare cosa cambierà per chi vive, coltiva e alleva in quei territori” – aggiunge Cera, che richiama in particolare la necessità di affrontare il problema della fauna selvatica e della presenza dei cinghiali.
Il timore espresso è che l’aumento delle superfici sottoposte a tutela possa tradursi in una riduzione degli strumenti disponibili per il controllo della fauna, senza che vengano contestualmente definiti sistemi alternativi, risorse e procedure. Il problema riguarda i danni alle coltivazioni e agli allevamenti, ma anche il rischio di incidenti stradali legato agli attraversamenti della fauna. “Se aumentano le superfici sottoposte a tutela, non possono contemporaneamente diminuire gli strumenti attraverso i quali si governa la fauna selvatica” – sostiene Cera, che chiede alla Regione di chiarire in anticipo le conseguenze della nuova perimetrazione.
La proposta è attualmente sottoposta a consultazione pubblica, con il termine per le osservazioni fissato al 30 settembre. Successivamente sono previsti incontri con amministrazioni comunali e comunità locali. Cera annuncia un’interrogazione urgente al presidente della Regione e agli assessori competenti per chiedere che, insieme all’ampliamento della ZPS, vengano definiti anche strumenti e risorse per la gestione della fauna selvatica. “Un territorio tutelato deve essere anche un territorio gestito”, conclude.
