Droga a Torangius. La Polizia scoperchia “La cantina”, vera e propria centrale di spaccio

“Un grosso colpo allo spaccio di droga nel quartiere di Torangius”. Così Samuele Cabizzosu, capo della Squadra Mobile della Questura di Oristano, ha introdotto l’operazione anti-droga condotta a Oristano. L’attività di indagine è durata un anno, in seguito all’arresto di un soggetto che aveva acquistato mezzo etto di marijuana. Da li, la polizia ha scoperto chi aveva venduto la droga, una donna. Da qui è partita l’attività investigativa, che ha portato a 11 misure cautelari, delle quali 3 in carcere, più alcuni minorenni denunciati e deferiti come assuntori.

Durante le perquisizioni, circa 20 nella giornata di ieri, uno degli inquisiti ha cercato di disfarsi di 5 kg di droga, gettandoli dalla finestra, senza rendersi conto che la casa era già circondata dalla polizia. Il quartiere è quello di Torangius, dove si trovava una vera e propria centrale di spaccio, “La cantina”, “gestita da una famiglia nota nell’isolato e molto temuta. Si tratta di babbo, mamma e due figli” ha detto Il capo della Mobile.

I 40 chili di droga sequestrati

Oltre all’accusa di spaccio, anche quelle di estorsione aggravata e detenzione abusiva di armi. I pusher, infatti, minacciavano di morte, con l’ausilio di una pistola, chi non riusciva a pagare la droga. I destinatari dello stupefacente erano essenzialmente minori, essenzialmente residenti ad Oristano e nei paesi di Cabras e Fordongianus. In totale, la Questura ha sequestrato circa 40 chili di droga, che spesso veniva nascosta nelle campagne di Pesaria, ma di cui non si conosce la provenienza. Aveva un Thc altissimo, del 14%.

Con queste misure cautelari, sono in tutto 31 le persone inquisite negli ultimi due mesi dalla Polizia di Oristano. Le precedenti coltivavano marijuana sativa, poi risultata illegale. I 40 chili sequestrati ieri, invece, provenivano da una piantagione illegale. Secondo le stime, avrebbe fruttato circa 250 mila euro.

N.b. il decreto legislativo 188 dello scorso Novembre impone alla Polizia il massimo della riservatezza nel comunicare nomi e immagini

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