I Gal sardi contro Regione: 15 milioni fermi
Forti ritardi nei bandi e liquidazione delle somme dovute ai privati con tempi lunghissimi. Sono i principali problemi denunciati dai presidenti dei sedici GAL di tutta la Sardegna, che si sono riuniti in assemblea a Cabras. “I ritardi sono diventati ormai insopportabili – fanno sapere attraverso una nota -. Abbiamo tempi biblici nella validazione dei bandi finalizzati a promuovere lo sviluppo del territorio e nella liquidazione delle domande di pagamento presentate dagli operatori sardi”.Secondo le stime fatte da ciascun ente, sono almeno 15 i milioni di euro fermi e che non possono essere attivati dai singoli territori per i ritardi accumulatisi.
“Ma di fronte ai numerosi solleciti dell’Associazione dei Gal sardi, nessuna risposta è pervenuta da parte degli organi politici regionali”.Dai presidenti arriva un forte grido di allarme, “perché così si rischia il disimpegno delle risorse, essendo sempre più breve il tempo per attivare le somme a disposizione”.Gli inammissibili ritardi sia sull’attività di validazione dei bandi GAL, ferma ormai da maggio, sia sulla liquidazione delle domande di pagamento alle imprese sarde, espongono i GAL, ARGEA e il Servizio Regionale a imminenti ricorsi amministrativi.
Nonostante l’attuale programmazione rischi di arenarsi in procedimenti contorti in capo alla Regione Autonoma della Sardegna, con conseguenti ingenti risorse che andranno disimpegnate, nessuna diversa decisione sembra essere stata presa per pianificare il nuovo settennato di fondi europei. “Nelle linee programmatiche di insediamento di questa giunta regionale i GAL erano designati a diventare Agenzie di Sviluppo – denunciano i 16 presidenti -. Eppure, quando si pianificava la nuova programmazione, nessun rappresentante dei GAL è stato invitato ad esporre fabbisogni e obiettivi, di certo utili a fronteggiare la grave crisi sociale, culturale ed economica che investe i territori svantaggiati della Sardegna”.
Secondo quanto riferito, i documenti che la Regione Sardegna avrebbe elaborato sarebbero contrari ad ogni buona politica di condivisione e di programma costruito dal basso. Appaiono quindi poco coerenti con le disposizioni comunitarie e ministeriali. “Nell’interesse degli associati, di tutti territori rurali della Sardegna, degli operatori economici, si procederà nelle opportune sedi, presso l’opinione pubblica, a far emergere una situazione annosa non più sopportabile” – concludono i presidenti dei Gal sardi, che annunciano una prossima assemblea, in programma il 27 ottobre, “per programmare azioni e comunicare i disagi ai vertici della politica regionale”. La riunione si terrà proprio nella sala del consiglio regionale.

