
Mont’e’ Prama. La Soprintendenza vuole portar via alcuni reperti. Il Sindaco: ” Sono come Penelope. Disfano quello che cerchiamo di costruire”
“Stanno togliendo dignità al Comune di Cabras”. Non usa mezzi termini il Sindaco Andrea Abis, nell’annunciare di aver ricevuto una nota della Soprintendenza che comunica di voler spogliare il museo di Cabras di alcuni pezzi del complesso scultoreo di Mont’e’ Prama. In particolare, una statua tra le più belle, una delle poche ritrovata quasi intera, e un modello di nuraghe, ugualmente tra i più pregiati in Sardegna.
La motivazione del “trasloco” è dovuta ad un’operazione di restauro: “Noi abbiamo proposto – dice il Sindaco Abis – di fare il restauro in loco, a nostre spese, in una sala adibita ad hoc”. Ma la soprintendenza ha risposto picche, spogliando il museo, e quindi il paese, di un tesoro unico. “Un gravissimo danno di immagine – incalza il Sindaco, visibilmente contrariato -. Peraltro, in un periodo storico difficilissimo, in cui avremmo bisogno come il pane dei nostri reperti, per dare nuova linfa all’economia del territorio”.

Non c’è nessuna garanzia, inoltre, che le statue tornino indietro, ad aggravare una situazione già paradossale: proprio in questi giorni, infatti, sono stati completati i lavori dell’ala nuova, che dovrebbe accogliere ulteriori reperti. Tutto fatto in virtù di un accordo sottoscritto nel 2017, che vedeva tra i firmatari anche il Ministero dei Beni Culturali, oltre alla Regione Sardegna. L’oggetto prevede la gestione di un parco archeologico a cura della Fondazione Mont’e’ Prama. Ad oggi, di fatto, poco è stato fatto, nonostante il Comune di Cabras stia lavorando alacremente e aggiorni costantemente la Regione.
“Da oggi parte una battaglia di civiltà – annuncia Andrea Abis -. Coinvolgero’ il consiglio comunale per cercare unità di intenti. È una battaglia di tutti”.
