Oristano, prometteva un lavoro e un trattamento da “guaritore”. Arrestato per violenza sessuale

Una proposta di lavoro, la promessa di un’opportunità e poi un presunto “trattamento” che, secondo l’accusa, si sarebbe trasformato in un abuso sessuale. È la vicenda sulla quale ha fatto luce un’indagine della Squadra Mobile di Oristano, guidata dal dirigente Samuele Cabizzosu, che ha portato all’arresto di un uomo, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale.

Nei suoi confronti il G.I.P. del Tribunale di Oristano ha disposto gli arresti domiciliari, accogliendo la richiesta della Procura, al termine degli accertamenti avviati dopo la querela presentata da una donna.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna, alla ricerca di un’occupazione, sarebbe entrata in contatto con l’indagato attraverso una conoscente. L’uomo le avrebbe prospettato un’opportunità lavorativa e, successivamente, avrebbe instaurato con lei un rapporto di fiducia, sostenendo di possedere particolari capacità di guaritore.

In questo contesto le avrebbe proposto un presunto trattamento per la rimozione di alcuni nei presenti sul corpo. L’incontro sarebbe quindi avvenuto all’interno di un locale nella disponibilità dell’uomo. È proprio durante il presunto trattamento che, secondo la ricostruzione accusatoria recepita nell’ordinanza cautelare, la situazione avrebbe assunto una connotazione sessuale, con ripetuti contatti sulle parti intime della donna e ulteriori condotte che la stessa avrebbe subito in una condizione di forte disagio e soggezione.

Una volta allontanatasi dal luogo, la donna avrebbe raccontato quanto accaduto ad alcune persone a lei vicine. Nei giorni immediatamente successivi. si è quindi rivolta alla Squadra Mobile di Oristano, formalizzando la denuncia.

Le sue dichiarazioni avrebbero trovato diversi riscontri nell’attività investigativa. Gli investigatori hanno analizzato le conversazioni intercorse tra la donna e l’indagato, ricostruendo i contatti precedenti all’incontro, le indicazioni fornite per la preparazione al presunto trattamento e le interlocuzioni successive. Ulteriori elementi sarebbero arrivati dalle persone informate sui fatti, alle quali la donna aveva confidato l’accaduto e che avrebbero potuto constatare il suo profondo stato di turbamento.

Alla luce del quadro indiziario raccolto dalla Procura, il G.I.P. ha ritenuto sussistenti specifiche esigenze cautelari, legate in particolare al pericolo di reiterazione di condotte della stessa specie e al rischio di inquinamento probatorio, disponendo per l’indagato la misura degli arresti domiciliari.

L’inchiesta della Squadra Mobile prosegue. Gli investigatori stanno svolgendo ulteriori accertamenti per verificare anche l’eventuale coinvolgimento di altre donne che potrebbero essere state sottoposte ad analoghi “trattamenti” da parte dell’uomo.

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