Ospedale San Martino, dove è finita la TAC? Denuncia del Comitato per la Salute

Un disservizio che va avanti da tre anni, con l’aggravante dello spreco di risorse pubbliche. L’installazione di una nuova Tac all’ospedale San Martino di Oristano non è più una telenovela. È diventata una tragi-commedia. La prima puntata risale all’ormai lontano maggio del 2019, quando in Sardegna vennero acquistate tre Tac, una delle quali destinata all’ospedale San Martino di Oristano, al costo di circa 800 mila euro. Mentre le TAC del SS. Trinità e di Olbia vennero prontamente installate, di quella oristanese non c’è ancora traccia nel nosocomio del capoluogo.

“In questi ultimi tre anni alla guida dell’attuale Asl si sono succeduti diversi commissari e attualmente un direttore generale, il dottor Angelo Serusi, tutti accomunati dalle promesse al ribasso sulle imminenti scadenze per l’installazione della TAC – denuncia il Comitato per il Diritto alla Salute della provincia di Oristano -. I giorni scorsi abbiamo appreso, da una nota del direttore generale, che i lavori per l’adeguamento dei locali della vecchia radiologia procedono a rilento per le difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali, dovuto alla crisi internazionale. Ci siamo allora chiesti il senso di riadeguare vecchie strutture, costringendo il personale a spostarsi in un’altra ala dell’ospedale. È un paradosso, visto che nel corpo DEA, vicino al pronto soccorso, dove è attualmente sistemata la radiologia, vi sono degli spazi liberi che permetterebbero l’accesso dall’esterno, ci sono i bagni per i pazienti e perfino un’ampia sala per installare la Tac. Forse quello che manca è proprio il buon senso e la capacità di immedesimarsi in chi ha necessità di una TAC urgente ( il vecchio apparecchio si guasta molto di frequente) o in chi un esame non lo può  proprio pagare”.

Il Comitato per la Salute si chiede se ci si possa permettere, in attesa che intervenga la Corte dei Conti, che un’ apparecchiatura costata 800 mila euro non venga utizzata: “A chi giova che gli esami per gli esterni siano bloccati da anni? A queste domande vogliamo risposte immediate. Se le aspettano i pazienti, dai vertici Asl e dall’autorità giudiziaria”.

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