Pista ciclabile Cabras-Torregrande. Manca: “Il Comune spieghi la perdita del finanziamento”

La pista ciclabile tra Cabras e Torregrande torna al centro del dibattito politico provinciale, ma con un punto interrogativo che riguarda soprattutto il Comune di Cabras: “Che fine ha fatto il finanziamento destinato all’opera?”

A rilanciare la questione è il consigliere comunale di Cabras Antonello Manca, intervenendo sulla mozione presentata dal Campo Largo in Consiglio provinciale per la realizzazione del collegamento ciclabile e sulla proposta di acquisire l’ipotesi progettuale elaborata in precedenza dall’amministrazione comunale.

Manca ricostruisce una vicenda progettuale che, secondo il consigliere, avrebbe già avuto una strada tracciata. La Giunta provinciale aveva infatti approvato il progetto preliminare per la sistemazione e l’allargamento della SP 1 nel tratto Cabras-Torregrande e della SP 3, tra lo svincolo della SP 1 e quello della circonvallazione di Cabras.

Un progetto che, sottolinea Manca, aveva superato la Conferenza dei servizi ottenendo il parere positivo di tutti gli enti interessati, compreso lo stesso Comune di Cabras.

Antonello Manca

La progettazione era poi arrivata a uno stadio avanzato, fino a quando l’intervento venne definanziato per essere successivamente inserito nel programma “Miglioramento della viabilità Oristano-Cabras-San Giovanni di Sinis”, finito poi in capo al Comune di Cabras.

Ed è qui che si concentra la critica politica. “Si conosce il risultato: perdita del finanziamento e un’importante opera mancata” – scrive Manca, chiedendo all’amministrazione comunale di spiegare perché non abbia fatto tesoro del lavoro già svolto dalla Provincia e abbia scelto di procedere autonomamente, nonostante la competenza provinciale sulla viabilità interessata.

Un rendering della pista ciclabile

La vicenda, dunque, non riguarda soltanto la realizzazione di una pista ciclabile, ma anche le scelte amministrative che hanno accompagnato il progetto e il finanziamento che Cabras non è riuscita a conservare. Da qui la richiesta di fare chiarezza e, parallelamente, di ripartire dal lavoro progettuale già esistente per evitare ulteriori rallentamenti.

Manca richiama infine anche il tema dei vincoli paesaggistici, contestando l’idea che il Piano paesaggistico regionale possa rappresentare oggi un ostacolo insormontabile.

L’adeguamento del PPR, ricorda, è stato oggetto nell’aprile scorso di un atto di indirizzo della Giunta regionale e si trova ancora nella fase di ascolto e confronto. “Le norme nate per la tutela del nostro ambiente e del nostro paesaggio vanno rispettate – conclude il consigliere -, senza doversi rifugiare in un perverso gioco politico e burocratico”.

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