Restauro della Chiesa di San Francesco. Vertice in Prefettura ad Oristano

“La Chiesa di San Francesco non è solo un luogo di culto, ma un bene identitario per la nostra comunità ed è nostro dovere trovare soluzioni per preservarla e valorizzarla.” Con queste parole il Prefetto di Oristano, Salvatore Angieri, ha aperto la riunione tecnica convocata in Prefettura per affrontare l’annosa questione del restauro della storica chiesa neoclassica del centro cittadino.

Al vertice, oltre al Prefetto, hanno preso parte l’Arcivescovo metropolita di Oristano, monsignor Roberto Carboni, la Soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Cagliari, Oristano e Sud Sardegna, il sindaco di Oristano Massimiliano Sanna, rappresentanti delle Forze dell’Ordine e del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.

Al centro della discussione, la necessità urgente di restaurare e mettere in sicurezza uno dei simboli dell’architettura ottocentesca in Sardegna. La Chiesa di San Francesco, esempio di arte neoclassica e custode di un importante patrimonio storico e religioso, necessita di interventi strutturali e conservativi che richiedono ingenti risorse economiche.

Durante l’incontro è stata espressa la volontà di avviare una progettazione condivisa tra la Diocesi e la Soprintendenza, estendendo il piano non solo a San Francesco ma anche ad altri beni ecclesiastici di pregio come la chiesa di San Martino oltre le mura. Il progetto complessivo sarà candidato a finanziamenti nell’ambito di fondi comunitari e misure straordinarie di programmazione.

La Soprintendenza si è impegnata, nel frattempo, a includere gli interventi prioritari su San Francesco nella programmazione ordinaria delle opere pubbliche di propria competenza.

Sul fronte della videosorveglianza, si è discusso della necessità di rafforzare la tutela del patrimonio ecclesiastico: i lavori saranno cofinanziati dalla Diocesi e, per la parte restante, il Prefetto Angieri ha assicurato il proprio impegno nel sollecitare il contributo delle Fondazioni sarde.

Il Prefetto ha infine ringraziato tutti i presenti per lo spirito di collaborazione e per l’approccio costruttivo, sottolineando “l’importanza di un’azione congiunta per restituire alla comunità un luogo che è parte integrante della storia e dell’identità oristanese”.

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