Santa Giusta. Ris ancora al lavoro, per sciogliere gli ultimi dubbi sulla morte di Ignazio Manca
Tre giorni di intenso lavoro, dalla mattina presto alla tarda serata, per sciogliere gli ultimi dubbi: è confermabile l’ipotesi di omicidio per la morte di Ignazio Manca? Per ora, non ci sono certezze. Non sono arrivate neanche con l’autopsia, terminata ieri in tarda serata. Il medico legale, Roberto Demontis, ha confermato le lacerazioni al polso e la lesione alla testa. Ma per capire se sono frutto di una colluttazione, “occorre attendere il lavoro dei Ris, per incrociare i dati” – fa sapere il Procuratore, Ezio Domenico Basso.
I carabinieri dovrebbero terminare stasera. Lavoro lungo, dovuto alle numerose tracce di sangue presenti nella casa. E qui, giace un dettaglio non trascurabile: i fratelli Manca vivevano nella stessa casa, ma di fatto ognuno dei due si era scelto un ambiente tutto suo. Il sangue, invece, c’è dappertutto: dalla porzione di casa che da sulla via principale del paese (dove vive il fratello maggiore, Carmine), fino al garage che da su Via Garibaldi, dove è stato ritrovato il corpo. Ovviamente, i Ris diranno anche se il sangue sul pavimento appartiene solo a Ignazio Manca o anche ad altre persone.

Il procuratore Ezio Domenico Basso, intanto, conferma che l’iscrizione come indagato di Carmine Manca “è un atto dovuto”, a tutela del fratello di Ignazio, che in questo modo avrebbe da subito la possibilità di difendersi, se le accuse a suo carico fossero confermate in futuro. Nei primi atti di indagine, Carmine aveva detto di aver sentito il fratello, nel pomeriggio antecedente la scoperta del cadavere. Venerdì, alle 17 circa, si lamentava per i rumori provenienti dalla casa del vicino. Poi silenzio totale. E Sabato mattina, alle 7e30, lui stesso ha lanciato l’allarme ai carabinieri

