Scorie nucleari. In consiglio comunale ad Oristano, un ordine del giorno per dire “no”

Non è tra i Comuni inseriti nel Piano previsto dal Governo, ma la battaglia contro le scorie si vince se si è tutti uniti. Anche Oristano vuol dire “no” e su iniziativa dell’opposizione sarà presto discusso un ordine del giorno, che ha in Efisio Sanna (Pd) il primo firmatario.

Il documento è stato condiviso con i colleghi Federico, Obinu, Cadau, Uras, Atzeni, Mureddu, Canoppia, Masia e Riccio.  Prima della presentazione in aula, può essere sottoscritto anche dalla maggioranza.

 La contrarietà a destinare in Sardegna il deposito per le scorie nucleare ha diverse ragioni, che si leggono nell’ordine del giorno:

– politiche e di autodeterminazione: il popolo sardo ha detto chiaramente no alle scorie con un referendum popolare del 2011 e con una netta volontà espressa della massima Assemblea legislativa della Sardegna;

– di opportunità, salute e sostenibilità ambientale: il trasporto via mare ha dei costi elevati e con grandi rischi per i mari del mediterraneo. Inoltre anche la salute pubblica e la salubrità dei luoghi sono questioni che hanno a che fare con l’interesse nazionale;

ragioni economiche: perchè il nostro desiderio di sviluppo si fonda sulla valorizzazione delle vocazioni agricole e zootecniche, sul rigoroso rispetto dell’ambiente, dell’ecosistema e delle bellezze storico-culturali-naturalistiche. In questa cornice l’immagine della Sardegna, le sue eccellenze, l’intero settore turistico e l’indotto ad esso collegato, ne ricaverebbero un grave danno.

– di giustizia e mutualità: la nostra isola ha già dato tanto con le servitù e i numerosi siti inquinati, bel regalo lasciato in dote dalle attività militari e dalla industria delle partecipazioni statali e attività ad essa collegate;

– ragioni tecnico-scientifiche: perchè le aree individuate in Sardegna sono tutte di classe B, quindi meno favorevoli alla costruzioni dei depositi di stoccaggio rispetto a quelle inserite in classe A1 e A2.

E’ un battaglia importante.

Una battaglia fondamentale per il nostro popolo, che si vince solo se saremo capaci di creare un fortissimo fronte comune e costruire una solida unità tra le forze politiche, istituzionali, sindacali, imprenditoriali e sociali.

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