Sei medico e non ti vaccini? L’Ordine propone la sospensione dalla professione

L’avvio della campagna di vaccinazione contro il Covid 19 ha fatto nascere un acceso dibattito in merito alla possibilità per il datore di lavoro di obbligare i lavoratori a vaccinarsi.

L’argomento è di particolare rilevanza quando si parla di operatori sanitari, i quali hanno contatti quotidiani con pazienti fragili: anziani, malati cronici, pazienti oncologici, pazienti con gravi patologie acute.

Abbiamo assistito nei mesi scorsi, e assistiamo tutt’ora, all’accensione di focolai in ospedali, case di riposo, Rsa e altri luoghi che ospitano persone vulnerabili. Nei giorni scorsi l’Istat ha reso noti dati dai quali risulta che in Italia, nel 2020, si sono registrati 30mila morti in più rispetto a quelli attribuiti a Covid e a quelli attesi per le altre patologie”. Si scontano, a causa del virus, pesanti ritardi nella prevenzione, nella diagnosi, nella presa in carico dei pazienti e nei trattamenti.

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha assunto una posizione molto chiara nel richiamare alla loro responsabilità eventuali medici chirurghi e odontoiatri che non intendono vaccinarsi pur non avendo controindicazioni accertate e documentate. Questa posizione, che l’Ordine provinciale di Oristano condivide in toto, può prevedere la sospensione dall’attività professionale per chi non si vaccina, e la radiazione dall’albo per chi divulga informazioni destituite da fondamento scientifico in favore di posizioni negazioniste o novax. L’Ordine dei Medici ritiene in particolare che i sanitari, medici, infermieri, tecnici, oss e chiunque abbia contatto coi pazienti, se non vaccinati non possano lavorare in una struttura sanitaria.

L’Ordine fa riferimento alla legge 8 marzo 2017 “disposizioni in materia di sicurezza delle cure e delle persone assistite, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, alla legge 81 sulla sicurezza nei luogo di lavoro, e l’art. 129 del DLGS n. 106/2009.

L’Ordine fa inoltre riferimento all’obbligo per le aziende di aggiornare il Documento di valutazione dei rischi per applicare tutti gli interventi volti a tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Un datore di lavoro in ambito sanitario ha l’obbligo di tutelare la salute dei lavoratori e dei pazienti. Un operatore sanitario, e quindi anche il medico, che lavora in una struttura sanitaria, se non vaccinato mette a rischio la propria salute e quella dei suoi assistiti, e pertanto non può essere in servizio nelle corsie ospedaliere, negli ambulatori e comunque a stretto contatto con il pubblico.

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