Suni, terremoto in Comune. Bocciato il bilancio, si spacca la maggioranza
Clima incandescente a Suni, dove, a pochi giorni dalla presentazione delle liste per le prossime elezioni comunali, si consuma una frattura politica profonda all’interno della maggioranza. Il Consiglio comunale ha infatti respinto il bilancio di previsione con sette voti contrari, tra cui quelli di quattro consiglieri di maggioranza: il vicesindaco Raffaele Colomo e i colleghi Antonio Sias, Luca Urgu e Giulia Schintu. Decisivi anche i tre voti dell’opposizione.
Una bocciatura che ha un peso politico rilevante e che certifica, di fatto, la crisi dell’attuale assetto amministrativo. Alla base della scelta, spiegano i quattro consiglieri in una nota congiunta, non ci sarebbe solo una valutazione tecnica sul documento contabile, ma un dissenso politico maturato negli ultimi mesi. “Una scelta di coerenza – la definiscono-. Denunciamo l silenzio del Sindaco e della giunta e, soprattutto, la totale assenza di coinvolgimento nelle decisioni strategiche”.
Nel mirino finisce il metodo di lavoro adottato: nessuna discussione preventiva sul bilancio, nessun confronto sugli equilibri presenti e futuri, né sulle prospettive politiche in vista delle imminenti elezioni.
I consiglieri parlano apertamente di un deterioramento del rapporto politico rispetto agli inizi del mandato, sei anni fa, “quando – sottolineano – esisteva un patto d’onore e una condivisione reale delle scelte. Oggi quello slancio non c’è più – proseguono –. Sono venuti meno elementi fondamentali come la sincerità, la trasparenza e la capacità di coinvolgimento”.
A pesare, inoltre, sarebbe stato il clima creatosi attorno alla costruzione delle nuove liste. Secondo quanto riferito, le indiscrezioni su possibili nuovi accordi e persino il certificato ingresso di un consigliere di opposizione nella lista del Sindaco sarebbero circolate senza alcun confronto interno. “Lo abbiamo appreso da ‘radio paese’ e non da chi avrebbe dovuto comunicarcelo” – attaccano.
Una gestione assunta “nelle segrete stanze”, che avrebbe di fatto escluso una parte della maggioranza dalle decisioni più rilevanti. Da qui la scelta di votare contro il bilancio: “Una scelta difficile, non presa a cuor leggero – spiegano -, ma necessaria per dare uno scossone e rendere pubblica una situazione ormai compromessa”.
I quattro consiglieri parlano di una decisione imposta dalle condizioni e lasciano intendere un passo indietro politico, segnando di fatto la rottura definitiva. “Il processo partecipativo è stato svilito e calpestato” – accusano, evidenziando una forte delusione per un percorso che, inizialmente condiviso, si sarebbe progressivamente incrinato.

